Università di Palermo, il progetto Voicing ricostruisce i suoni del mondo antico
Un viaggio sonoro nell’antichità grazie a tecnologie digitali e realtà virtuale. L’Università di Palermo guida un progetto internazionale finanziato con oltre 2,2 milioni di euro.
Come risuonavano le voci nei teatri greci? Quali suoni accompagnavano le cerimonie religiose nei santuari dell’antichità? A queste domande proverà a rispondere Voicing Spaces: Towards an Aural Architecture in the Past, il nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Università degli Studi di Palermo.
L’iniziativa è stata presentata l’8 ottobre a Palazzo Steri, nel capoluogo siciliano. Il progetto ha ottenuto un finanziamento di oltre 2,2 milioni di euro dal Ministero dell’Università e della Ricerca, attraverso il Fondo Italiano per la Scienza.
L’obiettivo è ricostruire gli ambienti sonori delle civiltà antiche, studiando il rapporto tra architettura, attività umane e propagazione del suono.
Voicing, la tecnologia per ascoltare il passato
Il progetto Voicing utilizzerà strumenti tecnologici avanzati per analizzare le caratteristiche acustiche dei principali siti archeologici del Mediterraneo.
I ricercatori effettueranno rilievi tridimensionali, misurazioni archeoacustiche e simulazioni digitali. Inoltre, attraverso sistemi informativi geografici e realtà virtuale, cercheranno di riprodurre le condizioni sonore degli edifici antichi.
Le attività inizieranno dal teatro di Morgantina, in Sicilia, per poi coinvolgere altri importanti luoghi storici, tra cui i santuari dedicati ad Apollo, da Delfi a Siracusa.
La ricerca permetterà di approfondire un aspetto spesso trascurato dell’archeologia: il ruolo del suono nella vita quotidiana, nelle rappresentazioni teatrali e nelle cerimonie collettive.
Università di Palermo, una squadra internazionale
A coordinare scientificamente il progetto è Angela Bellia, alla guida di un gruppo composto da archeologi, musicisti, esperti di acustica e specialisti delle tecnologie digitali.
Il team riunisce ricercatori con esperienze formative maturate in diverse città internazionali, tra cui Belgrado, Barcellona, Zurigo, New York, Parigi e Londra.
Secondo Bellia, ricostruire il paesaggio sonoro dell’antichità significa comprendere meglio le civiltà del passato e riconoscere l’importanza dell’ascolto anche nella società contemporanea.
Soddisfazione è stata espressa anche dal rettore Massimo Midiri, che considera Voicing un’opportunità per rafforzare il prestigio internazionale dell’ateneo palermitano.
Il progetto rappresenta quindi un incontro tra archeologia e innovazione, con l’ambizione di restituire una nuova dimensione alla conoscenza del patrimonio storico mediterraneo.