L’inchiesta su Armao, la mazzetta nascosta in un pendolo
di Angelo Vitale
Un cappotto scuro appoggiato sul sedile posteriore di un’auto, una busta di carta bicolore appena ritirata in banca e il ticchettio sordo di un orologio a pendolo.
La mazzetta nel pendolo
Sembra la scenografia di un noir d’altri tempi, ma è la cronaca di un’inchiesta per corruzione che sta travolgendo i vertici della politica siciliana. Nel principale mirino degli investigatori l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao.
Al centro dell’indagine condotta dalla Squadra Mobile c’è un presunto sistema di favori e mazzette mascherate da consulenze professionali, con gli inquirenti che hanno richiesto la misura dell’arresto per l’ex politico e per l’avvocato Pierluigi Matta, ritenuto il vero e proprio intermediario con i gruppi imprenditoriali coinvolti. Nel fascicolo della Procura si chiedono inoltre i domiciliari per sei imprenditori e il divieto di dimora per la collaboratrice di una onlus attiva nel settore delle cure palliative.
Le immagini
A incastrare i protagonisti sono state le immagini e le intercettazioni registrate dalle cimici della polizia il 9 febbraio del 2026. La sequenza immortala quello che per la Procura è il momento chiave della consegna del denaro illecito. “Lasciami il cappotto in macchina”, ordina Armao all’avvocato. Il legale obbedisce ed esegue la manovra adagiando sul sedile posteriore il soprabito insieme a una busta marrone e verde, prelevata poco prima in una filiale bancaria per conto delle società interessate ai favori.
Pochi istanti dopo, la ripresa degli agenti mostra l’ex vicepresidente che indossa il cappotto e comincia a palparne le tasche per accertarsi del contenuto. Matta gli indica la tasca giusta e, una volta sfiorato l’involucro, Armao liquida il collaboratore con un “grazie di tutto”.
Ma la parabola dell’operazione di consegna non si conclude per strada. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, entrano in azione le telecamere nascoste piazzate dagli investigatori all’interno dello studio dell’ex vicepresidente.
E documentano la fase finale del nascondiglio: dalle tasche del soprabito spunta l’involucro di carta, che viene poi spinto dentro un contenitore cilindrico e celato con cura proprio all’interno di un vecchio orologio a pendolo.
Un dettaglio quasi teatrale che trasforma una storia di tangenti e potere in un’indagine giudiziaria dai contorni surreali.