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Ludoil prende la guida della raffineria Isab: 1,3 miliardi per il rilancio di Priolo

di Edoardo Gentile -





La raffineria Isab torna in mani italiane. Ludoil Capital srl, controllata interamente da Ludoil Energy spa, holding della famiglia Ammaturo, ha chiuso l’acquisto del 51% di Isab srl da Goi Energy srl, dopo l’esito positivo del procedimento sul golden power. Da oggi il gruppo assume la guida industriale del complesso che si estende tra Priolo, Melilli e Siracusa, valutato un miliardo di euro in termini di enterprise value.

Anche l’autorizzazione Antitrust e l’esame europeo sulle sovvenzioni estere si sono chiusi senza prescrizioni. Ludoil, in particolare, rivendica la rapidità dell’iter. “Tra l’annuncio dell’accordo, il 13 maggio 2026, e il closing”, si legge nella nota, “sono trascorsi poco più di quattro mesi: un tempo raro, per un perimetro di eccezionale complessità, che attesta la determinazione con cui i soggetti pubblici coinvolti hanno presidiato ogni fase dell’operazione, a tutela degli approvvigionamenti e della sicurezza energetica dei cittadini”.

Il closing chiude così una fase complessa. Dopo l’embargo sul greggio russo, la raffineria Isab, allora controllata da Lukoil, era passata nel 2023 a Goi Energy, ma la gestione successiva è stata segnata da tensioni operative, contrattuali e legali.

Il piano industriale per la raffineria Isab: 1,3 miliardi in cinque anni

Il piano prevede investimenti in conto capitale per circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, lungo due direttrici. La prima riguarda l’efficienza degli impianti, con la rimessa in servizio e l’ammodernamento di alcune unità dismesse, tra cui la distillazione primaria e la desolforazione nel sito Nord. “Il riavvio”, spiega la società, “accrescerà la capacità di lavorazione e orienterà la resa verso distillati a minore tenore di zolfo e a minore contenuto carbonico.”

La seconda direttrice, invece, è la conversione ai biocarburanti, avviata a luglio 2026 con il co-processing nell’unità FCC del sito Nord. Da oli vegetali non alimentari nasceranno biobenzine, carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) e HVO, prima negli impianti esistenti e poi in unità dedicate.

Sul fronte del lavoro, l’attuale organico è confermato per intero. Nei cinque anni del rilancio, inoltre, i cantieri coinvolgeranno circa mille persone in più. A regime serviranno circa cento nuovi tecnici e operatori specializzati, per i quali sarà decisiva la collaborazione con il sistema siciliano della formazione tecnica superiore.

Banche, governance e la nuova MultiEnergy Company

Ludoil ha gestito l’operazione interamente in-house. Il finanziamento, assistito da garanzia Sace, è arrivato da Bper e UniCredit, in qualità di Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner, e da Mps come Mandated Lead Arranger. Bper Corporate & Investment Banking ha agito da Banca Agente, mentre Goi Energy è stata assistita da BonelliErede. Il nuovo Cda di Isab vede Marco Russo Spena presidente e Paolo Fedeli amministratore delegato, indicati dal socio di maggioranza. Fabio Cadeddu, consigliere, rappresenta invece il socio di minoranza.

Con Isab, infine, il gruppo entra direttamente nella raffinazione. “L’integrazione di Isab completa la value chain di Ludoil, che diventa la più grande MultiEnergy Company privata italiana, con ricavi consolidati attesi di circa 13 miliardi di euro annui.”

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