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Economia

Pil siciliano, la Regione rivede al rialzo le stime: crescita all’1,1% nel 2026

di Andrea Scarso -





La giunta regionale guidata da Renato Schifani ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2027-2029, il testo che aggiorna il quadro dei conti e apre la strada alla prossima manovra. Il dato che salta all’occhio riguarda il Pil siciliano: per l’anno in corso la previsione di crescita viene portata all’1,1%, più del doppio rispetto allo 0,5% indicato nel Defr approvato nei mesi scorsi.

Ritocco verso l’alto anche per il 2025, la cui variazione stimata guadagna un decimale e passa dallo 0,5 allo 0,6%. Si tratta di proiezioni elaborate dagli uffici della Regione e non di numeri definitivi dell’Istat, ma per Palazzo d’Orléans raccontano un sistema produttivo capace di reggere in una stagione segnata da forti tensioni sui mercati globali.

Perché il Pil siciliano cresce più del previsto

Le ragioni della revisione sono molteplici. Sul fronte nazionale pesa la tenuta complessiva dell’economia italiana certificata dalle ultime rilevazioni dell’Istat. Su quello locale, invece, la spesa delle famiglie e gli investimenti hanno seguito una traiettoria migliore delle attese, accompagnati dall’espansione dell’edilizia e dei servizi.

Il presidente della Regione rivendica il risultato. “La revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil siciliano assume un significato particolarmente positivo in un quadro macroeconomico internazionale” attraversato dall’incertezza, ha osservato Schifani, che aggiunge: “È un risultato che conferma la capacità di tenuta e di crescita della nostra economia”.

Lo sguardo del governatore è già rivolto ai prossimi passaggi in Aula. “Con la prossima legge di stabilità intendiamo consolidare questi risultati”, ha spiegato, indicando tra le priorità il lavoro, la competitività delle imprese e il potere d’acquisto dei nuclei familiari.

Conti in ordine, l’avanzo sfiora i 7,4 miliardi

Accanto alle stime sull’economia reale, la Nadefr mette in fila i numeri della finanza pubblica di Palazzo d’Orléans. Il rendiconto 2025 si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 7,36 miliardi di euro, mentre la liquidità disponibile in cassa si aggira intorno ai 13 miliardi.

Per l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino i numeri parlano chiaro. “Il 2026 rappresenta un anno di svolta per la finanza pubblica regionale”, ha detto, riferendosi al passaggio dal disavanzo all’avanzo di amministrazione. “Il risanamento dei conti costituisce oggi una condizione fondamentale per affrontare le incertezze”, ha proseguito l’esponente della giunta.

La ricetta indicata dall’assessore si muove su due binari. Da un lato il sostegno alla domanda e ai redditi, dall’altro un intervento strutturale sull’offerta, che punta ad affiancare le aziende nei percorsi di investimento, di crescita dimensionale e di innovazione.

Il Pil siciliano e le mosse per il 2027

Il documento traccia anche le linee guida della prossima legge di stabilità regionale, che conterrà tra l’altro misure dedicate al lavoro a tempo parziale. Per il 2027, inoltre, l’ufficio di statistica della Regione attribuisce alla legge “Coesione e crescita” un effetto aggiuntivo sul Pil siciliano stimato in circa lo 0,35%.

Con l’aggiornamento delle previsioni si chiude la fase preparatoria e si apre quella della sessione di bilancio, che nelle prossime settimane vedrà governo e Assemblea regionale confrontarsi sulle scelte di spesa per il nuovo anno.

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