La Sicilia torna ad attrarre i giovani: quasi 12 mila rientri dall’estero negli ultimi cinque anni
L’Isola si scopre una meta sempre più ambita per i giovani italiani che decidono di far ritorno in patria dopo un’esperienza di vita o di lavoro oltreconfine. La Sicilia si attesta infatti al secondo posto in Italia per capacità di accoglienza dei giovani rimpatriati, assorbendo il 9,2 per cento del totale nazionale e posizionandosi alle spalle della sola Lombardia, che guida la classifica con il 19,8 per cento.
A tratteggiare questo scenario è un recente dossier elaborato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Istat, che analizza l’andamento dei flussi migratori giovanili mettendo a confronto il quinquennio 2016-2020 con quello 2021-2025. Nel periodo più recente, la regione ha registrato un incremento dei rientri pari al 52,3 per cento, una crescita che la colloca sul podio nazionale subito dopo Valle d’Aosta e Basilicata.
In termini assoluti, negli ultimi cinque anni sono stati 11.908 i giovani italiani di età compresa tra i 18 e i 39 anni che hanno scelto di stabilire la propria residenza in Sicilia dopo essere stati scritti all’Aire o aver dimorato all’estero. Il dato segna un netto balzo in avanti rispetto al quinquennio precedente, quando i ritorni si erano fermati a quota 7.787. Parallelamente si assiste a una flessione delle partenze verso l’estero, scese del 14,1 per cento: i giovani siciliani che hanno deciso di espatriare sono passati dai 34.295 del quinquennio 2016-2020 ai 29.454 del periodo 2021-2025.
Questa duplice tendenza ha favorito un significativo miglioramento del rapporto tra ingressi ed uscite. Se nel quinquennio precedente si registravano appena 22 rientri ogni 100 partenze, oggi il rapporto è salito a 40 rientri ogni 100 trasferimenti oltreconfine.
Analizzando la mappa provinciale dei rimpatri, si notano dinamiche differenti sul territorio. Messina e la sua provincia guidano la classifica per incidenza dell’incremento dei rientri con un valore del 91,3 per cento. Seguono Enna con il 75,6 per cento, Ragusa con il 74,9 per cento e Caltanissetta con il 66,7 per cento. Più staccate si posizionano Trapani con il 61,8 per cento e Palermo con il 58,1 per cento, mentre le percentuali più contenute si registrano ad Agrigento, Siracusa e infine Catania, che chiude la graduatoria con un aumento del 27,5 per cento.
Sotto il profilo dei trasferimenti all’estero, quasi tutte le province mostrano un calo delle partenze, con Enna e Catania che segnano le contrazioni più marcate, entrambe oltre il 25 per cento. In controtendenza si trova invece la provincia di Ragusa, che registra un incremento delle uscite verso l’estero pari al 26,9 per cento, seguita da Messina con un aumento del 15,1 per cento.
Nel bilancio complessivo tra chi parte e chi torna, la provincia di Enna conquista il primato dell’indicatore più favorevole con 49 rientri ogni 100 partenze, seguita a breve distanza da Agrigento, Trapani e Caltanissetta. Un quadro articolato che conferma come le dinamiche di attrazione e trattenimento dei talenti stiano progressivamente cambiando volto in tutta la regione.