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Cronaca

Chiesto l’arresto per l’ex vicepresidente della Regione Armao

di Simone Talarico -





La Procura di Palermo ha chiesto l’arresto di Gaetano Armao, avvocato ed ex vicepresidente della Regione Siciliana. I magistrati ipotizzano nei suoi confronti il reato di corruzione. La richiesta di misura cautelare riguarda complessivamente nove persone.

Nell’ambito dell’inchiesta sono state eseguite diverse perquisizioni, che hanno interessato l’abitazione di Armao e i suoi studi professionali di Palermo e Roma. Gli investigatori hanno svolto accertamenti anche in alcuni uffici regionali.

Inchiesta su Gaetano Armao, coinvolte nove persone

L’indagine è coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia. Oltre a Gaetano Armao, la Procura ha chiesto misure cautelari per altre otto persone. Tra queste figura anche l’avvocato Pierluigi Matta, insieme ad alcuni imprenditori.

Al momento si tratta di richieste avanzate dalla Procura, sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice per le indagini preliminari.

Alle nove persone coinvolte nell’inchiesta è stato infatti notificato un invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Si tratta di un passaggio previsto dalla nuova normativa prima che il giudice decida sulla richiesta di applicazione delle misure cautelari.

Le perquisizioni negli studi e nell’abitazione

Gaetano Armao è un noto avvocato e politico siciliano. In passato ha ricoperto gli incarichi di vicepresidente e assessore della Regione Siciliana. Fino allo scorso agosto, inoltre, è stato presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale.

Le perquisizioni disposte dalla Procura hanno riguardato sia gli studi professionali dell’avvocato a Palermo e Roma sia la sua abitazione. Gli accertamenti si sono estesi anche ad alcuni uffici della Regione.

Proprio in considerazione della professione esercitata dall’indagato, alle operazioni di perquisizione sta presenziando un magistrato della Procura, come previsto dalla normativa. L’attività investigativa è stata inoltre comunicata al Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

L’inchiesta resta quindi nella fase delle indagini e la richiesta di arresto formulata dai pm non equivale all’applicazione della misura cautelare. Sarà il gip, dopo gli interrogatori preventivi, a valutare le richieste presentate dalla Procura di Palermo.

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