Via libera della Corte dei conti al Piao 2026-2028
La Corte dei conti ha dato il via libera al Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2026-2028 della Regione Siciliana. Superato il controllo di legittimità al termine delle osservazioni del consigliere delegato Gioacchino Alessandro e del magistrato istruttore Mara Romano, il progetto di reclutamento del personale procede secondo la tabella di marcia. Il piano prevede 2.444 nuove assunzioni per il comparto e 156 dirigenti a tempo indeterminato, per un totale di 2.600 unità entro il 2028. La procedura per i dirigenti resta però subordinata all’approvazione della riforma attualmente in discussione all’Assemblea regionale siciliana.
Il piano di reclutamento anno per anno
Secondo i dati del dipartimento della Funzione pubblica e del personale, dal 2023 a oggi la Regione ha già assunto 1.333 persone, oggi operative negli uffici dell’amministrazione. A queste si aggiungeranno, entro il 2026, altre 377 unità, 322 dai quattro concorsi banditi lo scorso dicembre, più 55 autorizzate dal nuovo Piao. Per il 2027 sono previste 1.045 immissioni in organico fra nuovi concorsi per assistenti, scorrimenti, mobilità e progressioni. Per il 2028, altre 1.022 unità tra reclutamento di funzionari e assistenti, mobilità e progressioni tra categorie. Il piano autorizza inoltre 38 nuove progressioni verticali per l’anno in corso, che si aggiungono alle 832 già previste dai precedenti Piao.
Le parole di Schifani
“I numeri –commenta il presidente della Regione, Renato Schifani– costituiscono un risultato importantissimo a cui siamo arrivati dopo un lungo lavoro avviato già nel 2023 attraverso il nuovo accordo con lo Stato sul disavanzo, che ha consentito di ripartire con le assunzioni e il turnover. Con il via libera al piano triennale dei fabbisogni di personale, possiamo portare avanti il vasto piano di reclutamento che ci consentirà di colmare finalmente le strutturali carenze di organico, rafforzando concretamente la macchina amministrativa, con particolare attenzione ai settori strategici della nostra burocrazia”.
