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Cronaca

Tenta di accoltellare la moglie e poi simula un incidente domestico

di Francesca Petrosillo -





Accoltellamento a Gela – Avrebbe cercato di colpire la moglie con un coltello al termine di un acceso litigio, tentando poi di far credere che le ferite fossero il risultato di un banale incidente domestico. È questa l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura di Gela nei confronti di un uomo di 39 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per un’altra vicenda giudiziaria.

L’uomo è stato arrestato dai militari dell’Arma dei Carabinieri, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Il provvedimento è scattato dopo una segnalazione che parlava di un possibile accoltellamento avvenuto all’interno dell’abitazione della coppia.

Le indagini dei carabinieri e la scoperta della violenza domestica

In un primo momento, entrambi i coniugi avrebbero sostenuto che le lesioni riportate dalla donna fossero riconducibili a un incidente avvenuto in casa. Tuttavia, la versione fornita non ha convinto del tutto i carabinieri, che hanno deciso di effettuare ulteriori accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti.

Il sopralluogo nell’appartamento ha fatto emergere elementi ritenuti incompatibili con la tesi dell’incidente: tracce di sangue in più punti della casa, evidenti segni di colluttazione e stanze messe a soqquadro. Un quadro che, secondo gli inquirenti, lasciava pochi dubbi sulla reale natura dell’episodio.

Accoltellamento a Gela: maltrattamenti in famiglia e trasferimento in struttura protetta

Una volta allontanata dal marito e messa in condizioni di sicurezza, la donna avrebbe trovato la forza di raccontare quanto accaduto. La vittima avrebbe riferito di essere stata oggetto di ripetute violenze fisiche e psicologiche sin dal 2023, delineando una situazione di maltrattamenti protratti nel tempo.

Dopo aver formalizzato la denuncia, la donna è stata trasferita in una struttura protetta insieme ai figli minorenni, per garantire la loro incolumità. Per il 39enne, invece, si sono aperte le porte del carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della violenza domestica e sull’importanza di intervenire tempestivamente in presenza di segnali sospetti, per tutelare le vittime e prevenire conseguenze ancora più gravi.