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Cultura

Fino al 1º Novembre, Giorgio De Chirico in mostra a Scicli

di Edoardo Gentile -





Dal 18 maggio, il museo d’arte contemporanea del Carmine di Scicli ospita “Il sole della Metafisica”: una mostra che porta in Sicilia circa cinquanta opere di Giorgio de Chirico. Organizzata dall’associazione Sikarte con il patrocinio del Comune e la curatela del professor Lorenzo Canova, l’esposizione resterà aperta fino all’1 novembre.

Giorgio de Chirico a Scicli: un incontro non casuale

La scelta di Scicli non è decorativa. Le piazze del Val di Noto, sospese, geometriche, battute da una luce che sembra provenire da nessun posto preciso, hanno una parentela strutturale con le scenografie dipinte da de Chirico. Ombre lunghe, architetture che citano il classico senza abitarlo davvero, il silenzio come presenza. Il sindaco Mario Marino ha sottolineato come la città offra “quinte sceniche sorprendenti” e piazze “dominate da un tempo sospeso”: una descrizione che suona quasi come un commento a un quadro, più che a un luogo reale. Canova ha definito questo dialogo naturale: la luce mediterranea e il barocco del Val di Noto, ha spiegato il curatore, evocano direttamente le scenografie metafisiche dell’artista. Non un accostamento forzato, dunque, ma una consonanza che la mostra si propone di rendere visibile e argomentata.

La Sicilia nell’immaginario di de Chirico

Il rapporto tra de Chirico e la Sicilia non è soltanto geografico. Secondo Graziana Papale, presidente di Sikarte, la mostra intende offrire “un contributo scientifico e critico inedito”, capace di ricostruire la “profonda e complessa trama di rimandi” che lega l’opera del maestro a quest’isola. Un legame che attraversa piani diversi: il mito classico della Magna Grecia, la luce delle piazze mediterranee, l’architettura come citazione e come labirinto. La Sicilia, in questa lettura, non è semplicemente uno sfondo biografico per de Chirico, è una sorgente. Una riserva di immagini archetipiche che alimenta quella tensione tipicamente metafisica tra il familiare e l’inquietante, tra il riconoscibile e l’indecifrabile.

Il dialogo con la fotografia contemporanea

L’esposizione non si esaurisce nelle opere di de Chirico. In mostra anche le fotografie di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti, chiamate a dialogare con i dipinti del maestro. È una scelta curatoriale precisa. La fotografia, soprattutto quella che lavora sulla luce, sull’architettura, sul silenzio, ha spesso frequentato territori vicini alla Metafisica: lo scarto tra presenza e assenza, il tempo che si addensa in uno spazio. Accostare i quattro fotografi a de Chirico significa testare la tenuta di un’intuizione visiva: vedere se quella particolare qualità della luce siciliana regge il confronto con chi l’ha trasformata in sistema estetico. Fino all’1 novembre, Scicli offre l’occasione di rispondere alla domanda in prima persona. Resta da capire se basterà una mostra a esaurire il debito che la Metafisica ha contratto con questa isola.