DC in giunta Schifani: due nomi, un partito spaccato
Il rientro della Democrazia Cristiana nella giunta regionale siciliana si complica. Quello che doveva essere il vertice quasi decisivo tra il governatore Renato Schifani e i tre commissari regionali del partito si è trasformato in un caso politico. Sul tavolo della trattativa per il rientro della DC nella giunta Schifani con un nuovo assessore, emergono ora due candidature in aperto conflitto, e un documento riservato che alimenta le tensioni interne.
Il nodo politico: dopo Cuffaro, il partito cerca un nome
La vicenda nasce dalle dimissioni degli ex assessori Andrea Messina e Nuccia Albano, seguite allo strappo provocato dal caso Cuffaro. Da allora la DC è fuori dalla giunta e cerca un accordo per rientrarvi. L’incontro di ieri sembrava poter chiudere la partita, ma così non è stato.
I commissari propongono Abbate, il documento rilancia Abbadessa
I tre commissari regionali hanno indicato a Schifani il nome del deputato Ignazio Abbate, attuale presidente della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana. Una proposta ufficiale, arrivata direttamente al governatore.
Nelle stesse ore, però, ha iniziato a circolare un documento interno firmato dai segretari provinciali di sette province su nove, mancano le firme di Trapani e Catania, nel quale viene avanzato un nome alternativo: quello di Laura Abbadessa, presidente del partito nell’Isola, indicata per la delega all’assessorato alla Famiglia.
Il documento: “apprezzamento significativo per Abbadessa”
Nel verbale si riconosce la presenza di difficoltà interne al partito, legate anche all’assenza di una leadership condivisa, e si sottolinea il contributo dell’avvocata Abbadessa, ritenuto rilevante sia sul piano politico che su quello legislativo.
Non tutti, tuttavia, sono convinti dell’autenticità della rappresentanza espressa da quel testo: secondo alcune fonti interne, il documento non rifletterebbe fedelmente la realtà e sarebbe stato fatto circolare con l’obiettivo di sabotare l’accordo già raggiunto con Schifani.
Cosa succede ora
Il governatore si trova ora davanti a un partito che parla con due voci. La scelta del nome per l’assessorato diventa così anche una prova di forza interna alla DC siciliana, in un momento in cui la coalizione di centrodestra alla Regione non può permettersi ulteriori strappi.
