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Caso Messina Denaro: l’imprenditore Giacomo Tamburello risponde al Gip dopo il maxi sequestro

di Edoardo Gentile -





È iniziato a Palermo l’interrogatorio di garanzia per Giacomo Tamburello, l’ex commerciante di Campobello di Mazara arrestato con l’accusa di aver riciclato e reimpiegato capitali illeciti. L’uomo, ritenuto dagli inquirenti storicamente legato a Matteo Messina Denaro, sta rispondendo alle domande del Giudice per le indagini preliminari (Gip) Antonella Consiglio, nel tentativo di alleggerire una posizione investigativa decisamente complessa.

L’operazione ha acceso nuovamente i riflettori sulla rete economica che per decenni ha sostenuto la latitanza del boss mafioso.

Un tesoro da 200 milioni di euro sigillato dalla Finanza

Il fulcro dell’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) del capoluogo siciliano, ruota attorno a un immenso patrimonio finanziario e immobiliare. La Guardia di Finanza ha infatti teso i sigilli a beni per un valore complessivo di 200 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro ha colpito numerose proprietà immobiliari, società e attività commerciali attive sul territorio nonché disponibilità e conti finanziari riconducibili all’indagato.

Secondo la ricostruzione della Dda, la partnership criminale tra Giacomo Tamburello e la famiglia di Matteo Messina Denaro affonderebbe le radici addirittura nei primi anni ’80. I flussi di denaro sequestrati sarebbero il frutto di decenni di investimenti e reinvestimenti legati a un fiorente e redditizio traffico di sostanze stupefacenti.

Il profilo dell’indagato e la ramificazione in Spagna

Tamburello non è un nome nuovo per le forze dell’ordine. L’ex commerciante ha già alle spalle diverse condanne definitive per reati legati alla droga. Prima dell’arresto di ieri, si trovava già in regime di detenzione domiciliare per motivi di salute presso l’abitazione della madre, sempre a Campobello di Mazara.

I tentacoli dell’inchiesta, tuttavia, si estendono ben oltre i confini siciliani. Tra gli indagati figurano anche l’ex moglie di Tamburello, Maria Antonina Bruno, e il figlio Luca. Entrambi sono stati localizzati e arrestati ieri in Spagna con le medesime accuse di riciclaggio.

Per i due familiari si attende ora la convalida del fermo da parte della magistratura iberica, passaggio burocratico propedeutico all’estradizione in Italia, dove verranno successivamente sottoposti all’interrogatorio di garanzia.