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Ambiente

Il ministro Pichetto Fratin a Messina per rilanciare l’area di Zona Falcata

di Andrea Scarso -





La culla di Messina, ancora in attesa

Ci sono luoghi che una città conosce da sempre, ma non riesce mai a toccare. La Zona Falcata di Messina è uno di questi. Oggi il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin l’ha visitata con il candidato sindaco Marcello Scurria, la vicesindaca designata Matilde Siracusano e i rappresentanti del centrodestra. Le elezioni comunali si avvicinano. “È arrivato il momento di liberare quest’area, che è la culla della città di Messina”, ha dichiarato il ministro. La frase ha il peso di chi conosce il dossier. Ha anche il rischio di tutte le promesse pronunciate in campagna elettorale davanti a un’area di degrado.

Fondi stanziati, iter avviato

Il progetto di bonifica ha una storia lunga. I fondi, oltre 21 milioni di euro, sono stati stanziati dal CIPESS, sbloccati in larga parte dall’emendamento che Siracusano ha presentato nella scorsa legislatura. A novembre 2025 l’Autorità Portuale ha firmato la convenzione con Invitalia, che gestirà l’appalto. I lavori prevedono rimozione di rifiuti, demolizione di strutture dismesse, bonifica da idrocarburi, amianto e diossine. L’iter è stimato in circa 935 giorni. Pichetto Fratin non ha nascosto i limiti: “Probabilmente non bastano 20 milioni per una soluzione definitiva, ma è la strada giusta”. È un segnale di realismo che vale la pena registrare.

La domanda che Messina si fa da trent’anni

La visita del ministro si inserisce nel programma di Scurria, che ha fatto della Falce uno degli assi del suo progetto per la futura Città Metropolitana dello Stretto. La sovrapposizione tra agenda politica e agenda istituzionale non è un problema in sé. Spesso le cose si sbloccano proprio in campagna elettorale. Il problema è la ripetizione: la Zona Falcata di Messina è comparsa in ogni tornata elettorale degli ultimi decenni, ogni volta con un progetto e una promessa. Questa volta i fondi ci sono e Invitalia è in campo. I 935 giorni di lavori, però, non inizieranno domani.