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Attualità

Urso: “Catania può diventare la Milano del Sud”

di Andrea Scarso -





Una visione ambiziosa proietta la Sicilia al centro delle rotte commerciali e turistiche del continente. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato il futuro economico della regione durante la centesima assemblea pubblica di Confindustria Catania, indicando nel capoluogo etneo il nuovo motore trainante del Mezzogiorno.

Al centro del piano di sviluppo si colloca il potenziamento infrastrutturale dello scalo aeroportuale catanese, un asset strategico destinato a ridefinire gli equilibri non solo nazionali ma anche europei. Secondo il rappresentante del governo, il consolidamento del sistema dei trasporti siciliano rappresenta la chiave di volta per attrarre capitali esteri e valorizzare le competenze industriali già presenti sul territorio.

Le dichiarazioni del ministro Urso pongono l’accento sulla competitività e sul ruolo dei capitali privati per accelerare la crescita delle infrastrutture. Il ministro ha infatti sottolineato le potenzialità della città etnea con parole precise: “Credo che Catania finalmente possa davvero diventare la Milano del Sud perché potrà disporre di un aeroporto internazionale che con gli investimenti privati può giungere a competere anche con gli aeroporti di Milano”.

La metamorfosi della Sicilia in un hub di rilevanza continentale non si limita tuttavia alla sola gestione dei flussi passeggeri, ma si estende alla capacità di proporsi come baricentro per le merci e per l’innovazione sostenibile nel bacino del Mare Nostrum. Il ministro ha specificato la portata di questa transizione geopolitica ed economica: “La Sicilia può diventare la piattaforma logistica aeroportuale dell’Europa nel Mediterraneo e così attrae sempre più turisti e investitori stranieri in questa regione e così anche sviluppare appieno la tecnologia green su cui già ha una leadership europea”.

Il riferimento alla tecnologia ecocompatibile richiama i recenti investimenti industriali nell’area di Catania, già rinomata come Etna Valley per la forte concentrazione di aziende ad alta tecnologia e centri di ricerca. Il connubio tra una logistica avanzata e la produzione di soluzioni energetiche rinnovabili potrebbe trasformare l’isola in un modello di transizione ecologica per l’intera Unione Europea.

La sfida lanciata da Confindustria e raccolta dalle istituzioni richiede adesso una sinergia concreta tra la governance pubblica e il tessuto imprenditoriale, volta a tradurre i progetti di ampliamento aeroportuale in realtà operative capaci di sostenere la concorrenza dei grandi nodi del Nord Italia e del resto d’Europa.