Sequestro Guardia di Finanza Siracusa: conti correnti, immobili e quote societarie
Ottocento mila euro. È il valore del sequestro preventivo eseguito dalla Guardia di Finanza di Siracusa nei confronti di tre uomini, amministratori di due società di impiantistica civile e industriale con sede ad Augusta. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale su richiesta della Procura e riguarda conti correnti, quote societarie e beni immobili riconducibili, anche indirettamente, agli indagati. Le due aziende operavano sia sul territorio nazionale che all’estero.
Fatture false e bilanci alterati: il meccanismo della frode
L’indagine, avviata 18 mesi fa, ha ricostruito un sistema strutturato. Le due società, pur formalmente distinte, operavano come un unico soggetto economico riconducibile a uno degli indagati, che si serviva di prestanome per la gestione dell’attività. Il fine era l’evasione delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap, ottenuta attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e la falsificazione dei bilanci. Dalla corrispondenza elettronica emerge che gli indagati concordavano strategie per alterare i conti societari, costruendo una rappresentazione economica difforme dalla realtà.
Proventi trasferiti all’estero: i tre indagati ora rischiano il processo
I tre amministratori sono stati denunciati per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e infedele dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva. Ma l’elemento che aggrava il quadro è la destinazione finale dei proventi: secondo gli investigatori, le somme sottratte dalle casse societarie sarebbero state trasferite su depositi esteri. Una scelta che trasforma l’evasione in una manovra con vocazione internazionale. Quanto emerso dall’analisi della corrispondenza elettronica sarà ora al centro del fascicolo della Procura di Siracusa.
