Albero cade in autostrada, cinque funzionari CAS a giudizio l’8 ottobre
L’8 ottobre 2026 si aprirà davanti al tribunale di Termini Imerese il processo per la morte di Francesco Maniaci, il medico di Sant’Agata Militello travolto da un pino sull’autostrada A20 Messina-Palermo il 9 ottobre 2023, all’altezza di Campofelice di Roccella. Aveva 43 anni. Stava andando a Trapani, dove lavorava all’ufficio di medicina legale dell’Inps.
Il gup Gregorio Balsamo ha rinviato a giudizio cinque funzionari del Consorzio autostrade siciliane, responsabili o direttori dei lavori nell’ambito delle attività manutentive, con l’accusa di concorso in omicidio stradale. Non luogo a procedere per uno degli originari sette indagati; atti restituiti al pm per un altro, per vizio procedurale. Il Consorzio è presente come responsabile civile. La famiglia è assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio.
Le accuse e il contesto: un pino già in cedimento
Il capo d’imputazione contesta la mancata programmazione degli interventi di potatura. Il pino presentava segnali di cedimento da tempo. Nessuno era intervenuto.
Non era un rischio imprevedibile. Perizie commissionate dal Consorzio stesso, avviate nel giugno 2024, otto mesi dopo la tragedia, hanno censito oltre 4.500 arbusti instabili lungo la Messina-Palermo. Pini piantati cinquant’anni fa con radici inadeguate, su rilevati artificiali che non permettono un ancoraggio profondo. La risposta del CAS è arrivata tardi e in modo drastico: un piano da tre milioni di euro per abbattimenti su larga scala, finito anch’esso sotto indagine del Corpo forestale regionale.
Il decreto di rinvio a giudizio è stato firmato nel giorno in cui Maniaci avrebbe compiuto 46 anni. Il processo si apre alla vigilia del terzo anniversario della sua morte.
