Processo a Gaetano Galvagno: i legali chiedono il trasferimento del processo a Catania
Nuovi sviluppi giudiziari interessano i vertici dell’Assemblea Regionale Siciliana. I difensori di Gaetano Galvagno, attuale Presidente dell’Ars, hanno sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale davanti ai giudici della terza sezione del Tribunale di Palermo. Il politico ed esponente di Fratelli d’Italia si trova attualmente sotto processo nel capoluogo siciliano con le accuse di corruzione, peculato, truffa e falso, ma la difesa punta ora a spostare il processo a Catania.
La tesi della difesa sull’incompetenza territoriale
La richiesta di trasferimento si fonda su precise motivazioni di carattere giuridico legate al luogo in cui sarebbero stati consumati i reati contestati. Secondo la tesi sostenuta dai legali del Presidente dell’Ars, il reato più grave tra quelli presenti nel capo d’imputazione è il peculato. Questo specifico illecito fa riferimento all’uso improprio dell’autovettura di servizio, un’azione che si sarebbe verificata prevalentemente nel territorio di Catania, città di residenza dello stesso esponente politico, e nella relativa provincia.
Sulla base di questi presupposti normativi, i difensori ritengono che la reale competenza a giudicare sul caso spetti all’autorità giudiziaria etnea e non a quella palermitana. Qualora l’eccezione venisse accolta, l’eventuale spostamento della sede processuale non riguarderebbe soltanto la posizione del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ma si estenderebbe inevitabilmente anche al coimputato nel medesimo procedimento, Roberto Marino, dipendente della Regione con funzioni di autista.
Attesa per la decisione dei giudici di Palermo
La Procura della Repubblica ha preso tempo per analizzare nel dettaglio le argomentazioni presentate dalla difesa e si è riservata di esprimere il proprio parere ufficiale nel corso della prossima seduta. Il Tribunale di Palermo ha quindi rinviato la discussione sul punto, fissando una data specifica per sciogliere la riserva. I giudici si pronunceranno sull’istanza di trasferimento a Catania all’udienza del 2 luglio, giorno in cui si conoscerà la sede definitiva in cui proseguirà il processo.
