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Messina, furto da film al Museo Accascina: svaniti i capolavori di Antonello, si canta la caccia al basista

di Edoardo Gentile -





Un colpo audace, studiato nei minimi dettagli e messo a segno nel momento di massima distrazione per l’intera città. Mentre le strade di Messina si riempivano per la tradizionale processione della Vara, un commando guidato da una regia precisa si è introdotto all’interno del Museo Regionale Accascina. In appena due minuti, i malviventi sono riusciti a sottrarre quattro preziose opere di Antonello da Messina: tre tavolette del celebre Polittico di San Gregorio e la rinomata opera bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà, asportata direttamente da una teca blindata.

La pista interna e i buchi nella sicurezza

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale si stanno concentrando sulle presunte falle del sistema di vigilanza. Gli investigatori cercano un basista, una figura chiave che potrebbe aver fornito indicazioni decisive sui tempi di azione e sui punti ciechi della struttura. La direzione della struttura museale ha precisato che “i sistemi di sicurezza, allarme e videosorveglianza erano perfettamente funzionanti”, un elemento che sposta l’attenzione sulle procedure di monitoraggio interne. Gli inquirenti intendono chiarire per quale motivo il personale addetto alle telecamere non abbia rilevato alcuna anomalia durante i concitati momenti dell’intrusione.

Dinamica del colpo e il ritrovamento parziale

Secondo le prime ricostruzioni, la banda era composta da almeno quattro persone vestite con magliette nere e con il volto coperto da caschi integrali da motociclista. Due complici sono penetrati nell’edificio, mentre gli altri due mantenevano la copertura all’esterno. La fuga è avvenuta attraverso il varco creato dall’allargamento di due sbarre della recinzione lungo viale Annunziata. Un dettaglio singolare riguarda il parziale abbandono della refurtiva: due delle cinque tavole asportate sono state ritrovate su un muretto esterno al perimetro museale. Una famiglia di passaggio ha notato i dipinti e allertato il numero unico per le emergenze attorno alle ore ventuno, permettendo così di far scattare i primi rilievi.

L’inchiesta della Procura e le ipotesi investigative

La Procura di Messina, sotto la guida di Antonio D’Amato, ha aperto un fascicolo per furto pluriaggravato di opere d’arte a carico di ignoti. Gli esperti di settore sottolineano quanto sia pressoché impossibile collocare dipinti di tale notorietà sul mercato legale o clandestino ordinario. Per questo motivo, gli inquirenti valutano sia la pista del furto su commissione, ordito da collezionisti privati, sia un tentativo di estorsione legato al riscatto. L’analisi scrupolosa dei filmati registrati dalle videocamere pubbliche e private della zona circostante l’Accascina rappresenta attualmente il punto di partenza per risalire alla via di fuga dei motociclisti.