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Cronaca

Partinico, madre e figlio trovati morti nel garage. L’ipotesi delle esalazioni

di Francesca Petrosillo -





Tragedia a Partinico, nel Palermitano, dove una donna di 37 anni e suo figlio di 21 sono stati trovati senza vita all’interno del garage della loro abitazione. Le vittime sono Rosalia La Manna e Vincenzo Troia. Secondo i primi accertamenti, il decesso potrebbe essere stato causato dalle esalazioni provenienti da alcune cisterne presenti nel locale.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, insieme alle squadre specializzate del nucleo Nbcr, entrate nell’area utilizzando le bombole per proteggersi dalla presenza di gas. Gli accertamenti hanno infatti rilevato una forte concentrazione di anidride carbonica e l’assenza di ossigeno nelle vasche.

Partinico, la ricostruzione della tragedia

Nel garage dell’abitazione erano presenti due cisterne interrate. La Manna, titolare di un’impresa agricola, avrebbe utilizzato gli spazi per conservare le reti impiegate durante la raccolta delle olive.

Le reti sarebbero rimaste all’interno per circa un anno. La loro macerazione avrebbe quindi favorito la produzione e l’accumulo di anidride carbonica. Saranno comunque gli accertamenti a stabilire con precisione la dinamica e le cause della tragedia.

Secondo una prima ricostruzione, nella mattinata Vincenzo sarebbe sceso in una delle cisterne per recuperare le reti. Una volta entrato, il giovane sarebbe rimasto intossicato senza riuscire a mettersi in salvo.

La madre, preoccupata perché non lo vedeva tornare, sarebbe successivamente andata a cercarlo. Anche la donna sarebbe stata sopraffatta dalle esalazioni presenti nell’ambiente.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono state affidate ai carabinieri, che dovranno ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. Fondamentali saranno anche gli accertamenti tecnici effettuati all’interno delle cisterne.

Sulla tragedia è intervenuto anche il sindaco di Partinico, Pietro Rao, che ha espresso il cordoglio della comunità per la morte di madre e figlio.

Il primo cittadino ha spiegato che la cisterna interrata era stata utilizzata in passato per contenere il vino e successivamente trasformata in un deposito sotterraneo. Rao ha inoltre sottolineato che l’ipotesi dell’intossicazione dovrà essere confermata dalle autorità competenti. Gli esami dovranno chiarire se, oltre all’anidride carbonica, fossero presenti altre sostanze tossiche.