Giallo al Museo di Messina: caccia alla banda del furto di Antonello da Messina
Proseguono senza sosta le indagini sul clamoroso furto d’arte che ha colpito il Museo Regionale Accascina di Messina. Gli investigatori della Polizia di Stato stanno lavorando a ritmo serrato per ricostruire la dinamica dell’azione criminale e individuare la traiettoria usata dai malviventi per far perdere le proprie tracce. La priorità assoluta delle forze dell’ordine è fare luce sulla via di fuga impiegata dalla banda per allontanarsi dal luogo del delitto.
Le operazioni, dirette dal dirigente della Squadra mobile, vedono gli agenti impegnati in un capillare esame dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza. Le telecamere installate nelle vicinanze dell’edificio museale e lungo le principali arterie del quartiere Annunziata vengono analizzate secondo per secondo. L’obiettivo primario è rintracciare veicoli sospetti o movimenti anomali rilevati nelle fasi immediatamente successive al colpo.
Gli inquirenti mantengono la massima riservatezza ma confermano che le ricerche spaziano a trecentosessanta gradi. Nessuna pista viene tralasciata, compresa quella che porta a possibili connessioni con la criminalità organizzata locale. Sulla provenienza dei responsabili, se si tratti di professionisti giunti da altre regioni oppure di una banda estera con appoggi locali, gli investigatori mantengono aperte tutte le opzioni possibili: “nessuna ipotesi è da escludere”.
Nel frattempo la Questura di Messina ha diffuso un estratto audio fondamentale per ricostruire i primissimi momenti dopo l’effrazione. Si tratta della registrazione della telefonata d’emergenza effettuata al 112 da una residente, Elisabetta Bonfato, la cui tempestiva segnalazione ha permesso il parziale recupero del bottino. La donna ha notato due preziose tavole dell’artista rinascimentale abbandonate provvidenzialmente lungo la recinzione esterna della struttura.
La testimone ha descritto con precisione quanto osservato dalla strada: “Mi trovo all’Annunziata accanto al museo. Ci sono dei quadri del museo nella strada come se qualcuno li avesse rubati e appoggiati qui. Sono quadri del museo valgono un sacco di soldi…”. Dalla sala operativa l’agente di servizio ha risposto con immediatezza: “Le mando subito la volante”. Quel tempestivo intervento ha impedito che l’intero patrimonio sottratto andasse perduto, mentre restano aperte le ricerche per assicurare alla giustizia i responsabili dell’incursione.