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Cronaca

Discarica abusiva nel cimitero di Acicatena: tra i rifiuti riaffiorano resti umani

di Vincenzo Migliore -





Una scoperta che scuote le coscienze e interroga la dignità dei luoghi deputati al silenzio e al rispetto. Nella discarica abusiva del cimitero comunale di Acicatena, nel Catanese, sono stati rinvenuti resti di cadaveri mescolati ai rifiuti: teschi, femori, tibie, braccia, mani, parti della gabbia toracica, capelli, frammenti di abiti e calzature. Tutto stipato in sacchi per la raccolta dell’immondizia.

Il ritrovamento è avvenuto nel corso delle verifiche disposte dall’Arpa, scattate dopo l’apertura di un’inchiesta sulle gravi violazioni igienico-sanitarie del camposanto, da tempo sotto osservazione. Durante i controlli sono emerse anche bare, casse in zinco e paramenti funebri, poi sequestrati dai carabinieri della Compagnia di Acireale nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Catania.

Secondo gli inquirenti, i resti umani – abbandonati nel corso dei decenni – sarebbero il frutto di una gestione disordinata e irrispettosa del cimitero cittadino. Un quadro che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone: la sindaca Margherita Ferro, il vice sindaco con delega ai servizi cimiteriali Andrea Licciardello, l’ex assessore Pippo Sciacca, il dirigente dell’area tecnica Alfio Grassi, l’attuale direttore del cimitero Alfio Di Grazia e il suo predecessore Alfio Gulisano.

Le accuse, a vario titolo, sono pesanti: vilipendio di cadavere e abbandono di scarti cimiteriali. Alle attività investigative hanno collaborato anche i vigili del fuoco e l’Asp.

Una vicenda che va oltre il perimetro giudiziario e chiama in causa il senso stesso della comunità: perché un cimitero non è solo un luogo amministrato, ma uno spazio sacro della memoria collettiva. E quando la gestione diventa incuria, il degrado non è solo materiale, ma morale