Latitante arrestato a Giarre: Chisari era ricercato per la sparatoria di Librino del 2020
Salvatore Chisari, 44 anni, è stato arrestato dai militari della Guardia di finanza del nucleo PEF di Catania e della compagnia di Riposto durante una perquisizione nella villetta in cui si nascondeva a Giarre.
Chi è Chisari e perché era ricercato
Chisari era destinatario di due ordini di carcerazione emessi a marzo 2025. Il primo riguarda una condanna definitiva a cinque anni e due mesi per tentato omicidio, pronunciata in Appello a luglio 2025 al termine di un iter giudiziario travagliato. Il secondo è un’ordinanza di custodia cautelare per furto aggravato: secondo le indagini, Chisari avrebbe sfondato la vetrina di un esercizio commerciale a San Giovanni La Punta con una spranga, portando via merce per un valore di diecimila euro.
La sparatoria di Librino, agosto 2020
La condanna per tentato omicidio è quella maturata nel processo sulla sparatoria dell’8 agosto 2020 nel rione Librino di Catania, scontro armato tra i Cursoti Milanesi e il clan Cappello-Bonaccorsi. Quella sera morirono due persone, diversi i feriti. La posizione di Chisari è sempre stata trattata in uno stralcio separato rispetto ai filoni principali dell’inchiesta. La prima sentenza era stata annullata dalla Cassazione con rinvio per la rideterminazione della pena, dopo l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi. La condanna definitiva è arrivata in secondo grado lo scorso luglio.
L’arresto
Dopo la cattura, Chisari è stato condotto nel carcere di Catania Bicocca. L’operazione è un segnale operativo preciso: anche una latitanza gestita con discrezione –una villetta fuori città, lontano dai quartieri dell’inchiesta– non garantisce l’invisibilità nel tempo. La Guardia di finanza ha agito in esecuzione di provvedimenti già emessi, senza nuove indagini sul merito: qui il sistema ha funzionato nella sua parte terminale.
Un processo, più gradi, una sola sentenza definitiva
Il caso Chisari racconta qualcosa di più ampio: la distanza tra il fatto criminoso e la pena. Quattro anni e mezzo dalla sparatoria all’arresto. In mezzo, un annullamento in Cassazione, un rinvio, una nuova udienza d’appello.
