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Infrastrutture

Presidio a Gela, i tir restano fermi: la protesta contro il caro carburante continua

di Edoardo Gentile -





Il presidio a Gela non si smonta

Il presidio a Gela resta in piedi. Gli autotrasportatori fermi lungo un tratto della strada statale 117 bis hanno deciso di non rimuovere il blocco e di proseguire la protesta contro il caro carburante. Decine di mezzi pesanti sono ancora fermi alla rotatoria della statale 117 bis Gela-Catania, all’ingresso della città. Altri camionisti, in questi giorni, hanno parcheggiato i loro mezzi accanto al presidio allestito dagli agricoltori. Si trova all’ingresso del paese nisseno, a poca distanza dal tribunale. La scelta va controcorrente rispetto alla revoca dei blocchi decisa nelle ore precedenti da gran parte delle sigle della categoria in Sicilia.

Perché il presidio a Gela continua nonostante gli accordi

I camionisti di Gela smentiscono le notizie di una vertenza chiusa. “Giungono notizie di protesta finita e di accordi raggiunti ma non è assolutamente vero”, dicono i trasportatori fermi da giorni. Secondo loro, qualche obiettivo è stato raggiunto soltanto nel settore dell’intermodale, mentre chi lavora su strada non avrebbe ottenuto nulla.

Il nodo riguarda soprattutto i fondi. Per i manifestanti, le somme che dovrebbero essere stanziate sono le stesse già promesse in precedenza. Il problema, spiegano, è concreto: “I prezzi del gasolio non scendono e noi non abbiamo ricevuto neanche un centesimo”. Per questo la linea resta invariata. “Andiamo avanti fino a quando non ci saranno risultati concreti”, avvertono. Poi aggiungono: “Questi camion fermi sono tutta la nostra vita e il nostro lavoro”.

Il quadro in Sicilia: decreto e tavoli nazionali

Altrove nell’isola la tensione si è allentata. Il Comitato trasportatori siciliani aveva già revocato il fermo dopo l’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini del 20 ottobre. Nella notte anche l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) ha sospeso i blocchi, al termine di un lungo vertice in prefettura a Catania. Alla base della decisione ci sono le rassicurazioni ricevute sulla partecipazione ai tavoli nazionali dell’autotrasporto.

Intanto il Consiglio dei ministri era convocato per le 12 di giovedì 22 ottobre. All’ordine del giorno c’era un decreto con interventi per l’autotrasporto e risorse per l’agricoltura. Un nuovo confronto con il ministro è atteso il 27 ottobre. Per i camionisti di Gela, però, nulla di tutto questo basta per ora. Il presidio a Gela resta attivo, almeno finché non arriveranno risultati concreti.