Manovra di variazioni all’Ars, via libera dopo 21 ore: le opposizioni lasciano l’Aula
La manovra di variazioni passa dopo 21 ore all’Ars
La manovra di variazioni del bilancio della Regione Siciliana ha ottenuto il via libera dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) nella notte, dopo una maratona di oltre 21 ore. Il provvedimento vale un miliardo e 300 milioni di euro. Secondo altre ricostruzioni la cifra sale a circa 1,4 miliardi, anche per il maxi emendamento del governo da circa 300 milioni. Quest’ultimo è nato dalle maggiori entrate legate alla crescita economica regionale.
Il cammino in aula non è stato semplice. Il 14 ottobre l’Ars aveva respinto la pregiudiziale delle opposizioni con 26 voti contrari e 23 favorevoli, a conferma di una maggioranza con pochi voti di margine. Nei giorni seguenti le minoranze hanno fatto ostruzionismo e chiesto il voto segreto per sopprimere alcuni interventi. Tuttavia la maggioranza è riuscita a tenere. Al momento del voto finale, Pd, M5s e Controcorrente hanno abbandonato l’aula.
Cosa prevede la manovra di variazioni per imprese e famiglie
Sul piano dei contenuti, la manovra di variazioni punta soprattutto su imprese, agricoltura e famiglie. Il pacchetto più pesante riguarda la Zona economica speciale unica: 200 milioni di euro coprono l’intero fabbisogno del credito d’imposta per chi investe. Seguono le misure contro il caro carburante, con 20 milioni per l’agricoltura, 16 per la pesca e 15 per gli autotrasporti. Per il comparto cerealicolo è previsto un fondo da 50 milioni.
Anche le famiglie trovano spazio. Ci sono 17 milioni per il bonus affitti e 9 milioni per i contributi sugli interessi dei mutui sulla prima casa dei giovani under 40. Per il sociale arrivano 25 milioni per gli assegni di disabilità, mentre 3 milioni vanno agli interventi sulle liste d’attesa. I Comuni ottengono 20 milioni in più per il fondo ordinario e 5 milioni per i danni del ciclone del 9 ottobre. Il capitolo che ha acceso lo scontro, però, è quello dei fondi per gli investimenti territoriali, quantificati in 190 milioni di euro.
Le opposizioni escono e ora tocca a rendiconto e stabilità
Il presidente della Regione, Renato Schifani, definisce il testo “Una manovra di ampio respiro” e ringrazia il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Le opposizioni leggono invece la partita in modo opposto. Il capogruppo del Pd Michele Catanzaro parla di “una distribuzione di contributi utili alla prossima campagna elettorale”. Dal centrodestra, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza ribatte che i fondi territoriali finanziano progetti immediatamente realizzabili, dagli ospedali agli impianti sportivi. Ricorda inoltre che in passato anche le opposizioni hanno rivendicato interventi simili.
Chiusa la manovra di variazioni, i fari si spostano su due appuntamenti. Il primo è il rendiconto, necessario per sbloccare assunzioni e spesa. Il secondo è la manovra di stabilità regionale di fine anno, l’ultima di questa legislatura.