Tir a Palermo: cento mezzi fermi tra via Oreto e il porto
Il blocco dei Tir a Palermo non si ferma. All’innesto dell’autostrada che porta in città, tra via Oreto e le strade vicine, sono in sosta circa un centinaio di mezzi pesanti, mentre un secondo presidio di autotrasportatori interessa l’area del porto. La mobilitazione rientra nel fermo proclamato dagli autotrasportatori siciliani contro il caro gasolio e i ritardi negli incentivi statali.
Tir a Palermo, cento mezzi tra via Oreto e le strade vicine
Il quadro più visibile è quello dell’accesso alla città. Nell’area di via Oreto, dove l’autostrada si innesta sulla viabilità urbana, i camion sono fermi lungo la carreggiata e nelle strade attigue. Il conteggio parla di circa un centinaio di mezzi pesanti, una presenza difficile da non notare per chi entra a Palermo. Il presidio non riguarda però soltanto l’ingresso autostradale. Anche nella zona portuale gli autotrasportatori hanno fermato motrici e carichi, e una trentina di veicoli sono in sosta in via Francesco Crispi.
Tutto questo avviene all’interno di uno stop più ampio. La protesta dei Tir a Palermo si inserisce infatti nel fermo scattato alle 00.01 di venerdì 16 ottobre e in programma fino alla mezzanotte di oggi. Il piano iniziale, riferito da diverse testate, prevedeva camion fermi nei piazzali delle aziende e semirimorchi non ritirati dalle navi nei porti dell’isola. Tuttavia le cronache dei giorni scorsi hanno segnalato anche presìdi ai varchi portuali, come quello all’ingresso del molo Santa Lucia, dove i manifestanti hanno fermato i mezzi in uscita.
Un autista fermato dopo l’uscita dal porto
Sul posto la tensione si misura anche nelle storie individuali. Un autotrasportatore doveva consegnare merce in Sicilia dopo essere uscito dal porto. Lungo il percorso è stato fermato e invitato a sostare. Allargando le braccia, ha descritto così la sua situazione: “Io lavoro per una ditta”. Poi ha proseguito: “e dovevo fare le consegne. Mi hanno detto di fermarmi e mi sono fermato. Non so quando potrò muovermi”.
Questa versione non coincide con quella degli organizzatori. Salvatore Bella, coordinatore del Cts, il Comitato trasporto siciliano, afferma che il comitato non impone nulla e non ferma i camionisti. Emergono dunque due letture dello stesso fermo. Da un lato c’è un conducente che dice di aver ricevuto l’invito a sostare. Dall’altro c’è la posizione ufficiale di chi guida la mobilitazione. Il caso, peraltro, non sarebbe isolato: il 16 ottobre Il Network ha riferito di un mezzo già carico, costretto dai manifestanti a rientrare nel molo Santa Lucia. Le testimonianze restano comunque parziali e vanno lette con cautela.
Perché i Tir a Palermo e in Sicilia sono fermi
Alla base del fermo ci sono due questioni. La prima è il caro gasolio. A fine settembre, secondo Milano Finanza, il gasolio self in Sicilia costava circa 2,394 euro al litro, contro una media nazionale di 2,369 euro. La seconda è il Sea Modal Shift, l’ex Marebonus, l’incentivo statale per chi percorre una parte del tragitto via mare. Come riferisce Quotidiano.net, il comitato lamenta il mancato pagamento, entro giugno, della prima annualità.
Il conto economico pesa sulle imprese. Sempre secondo MF Sicilia, il Comitato quantifica in una cifra tra 700 e 900 euro al giorno le perdite per ogni camion. Intanto il confronto con le istituzioni resta in salita. Secondo Liveuniversity, il Comitato ha giudicato un affronto la convocazione, fissata per il 27 ottobre, delle sole sigle sindacali nazionali, che non stanno scioperando. Bella ha inoltre criticato l’assenza di iniziative da parte della Regione e del ministero delle Infrastrutture. In altre parole, chi guida la protesta si sente escluso dal tavolo.
Gli effetti del blocco dei Tir a Palermo su merci e consumatori
Le conseguenze dipendono dalla durata dello stop. Federconsumatori Sicilia ha avvertito che cinque giorni di fermo quasi totale del trasporto merci da e per l’isola potrebbero compromettere i rifornimenti della grande distribuzione, soprattutto alimentare, e dei negozi più piccoli. Inoltre le imprese agricole rischiano di non spedire i prodotti, in particolare quelli deperibili. Nel frattempo la mobilitazione si intreccia con altre proteste per il caro carburante. Gli agricoltori di Agrisat hanno portato i trattori sulla statale Palermo-Agrigento, a Bolognetta, mentre in Calabria e in Basilicata sono stati segnalati blocchi analoghi.
Resta aperta la domanda su cosa accadrà dopo la mezzanotte di oggi. Il Comitato aveva già evocato la possibilità di proseguire a oltranza in assenza di risposte concrete. Pertanto i prossimi giorni diranno se i Tir a Palermo torneranno in movimento oppure se il presidio si prolungherà, con nuovi disagi per porti, strade e filiere.