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Ambiente

Eruzione dell’Etna e cenere in quota: sospesi gli arrivi all’aeroporto di Catania fino alle 21

di Andrea Scarso -





L’eruzione dell’Etna continua a condizionare il traffico aereo nella Sicilia orientale. L’intensa attività vulcanica e la consistente dispersione di materiale piroclastico nell’atmosfera hanno spinto la società di gestione dello scalo a prolungare il blocco delle operazioni d’atterraggio presso l’aeroporto di Fontanarossa.

Prolungata la chiusura dello spazio aereo a Catania

Inizialmente la sospensione delle attività di volo in arrivo era stata programmata fino alle ore 17. Tuttavia, il perdurare della ricaduta di cenere e le valutazioni di sicurezza hanno imposto un’ulteriore proroga. Di conseguenza, gli arrivi allo scalo catanese rimarranno bloccati almeno fino alle ore 21.

Per limitare i disagi e permettere una corretta programmazione degli spostamenti, la società SAC ha invitato ufficialmente “i passeggeri, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree”. Al contrario della struttura etnea, l’aeroporto di Comiso continua a essere pienamente operativo e garantisce la regolarità delle proprie operazioni.

Attività vulcanica al cratere Voragine e colate di lava

Il quadro eruttivo descritto dai vulcanologi conferma una fase di spiccata vivacità dinamica. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, di Catania comunica che sull’Etna prosegue “un’intensa e continua attività esplosiva al cratere Voragine, con ricaduta di ‘bombe’ nella zona sommitale e un’abbondante emissione di cenere che si disperde in direzione Sud-Sud-Ovest”.

La struttura geologica manifesta un’attività alimentata da più punti. Le bocche eruttive posizionate a quota 2.750 metri e 2.360 metri risultano attive e alimentano differenti bracci lavici che formano complessi campi di lava. Allo stato attuale, i fronti più avanzati si attestano a una quota di circa 1.500 metri, posizionandosi alla base della parete nord della Valle del Bove, nella zona di monte Rinatu.

Tremore vulcanico e spostamento delle sorgenti

Dal punto di vista sismico, i dati rilevati dalla rete di monitoraggio mostrano valori significativi. L’ampiezza media del tremore vulcanico si è mantenuta su livelli elevati, pur rimanendo attestata nella porzione inferiore della fascia di oscillazione.

Inoltre, il centroide delle sorgenti sismiche ha registrato una variazione di posizione nelle ultime ore. Dopo essersi temporaneamente spostato in un’area compresa tra il cratere Voragine e il cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra 2.400 e 2.700 metri, il punto focale è tornato a posizionarsi nell’area del cratere Voragine a circa 3.000 metri di altitudine. Il personale scientifico dell’INGV prosegue il costante monitoraggio dei parametri per seguire l’evoluzione del fenomeno.