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Cronaca

L’anello restituito al nipote di Michele Greco

di Federico Conti -





La Corte d’Appello di Palermo ha disposto la restituzione dell’anello di Michele Greco, “il Papa” di Cosa nostra, al nipote Leandro. Il gioiello in oro, con le iniziali M.G., era stato sequestrato la notte del blitz “Cupola 2.0”, nel dicembre 2018, quando i carabinieri lo trovarono sul comodino accanto al letto del giovane.

L’avvocato Elisabetta Ascone, legale di Leandro Greco, ha chiesto e ottenuto la restituzione del gioiello insieme a una pennetta USB e a un tablet, anch’essi sequestrati in quella circostanza.

Leandro Greco, condannato nell’operazione Cupola 2.0

Leandro Greco, classe 1990, è stato condannato nel 2020 a dodici anni di reclusione per associazione mafiosa. È attualmente detenuto nel carcere di Spoleto. Figlio di Giuseppe e nipote diretto del “Papa”, era soprannominato “Michele” o “Michelino” in ambienti investigativi. Le indagini accertarono che avrebbe partecipato a numerosi incontri con esponenti di vertice di altri mandamenti e che era tra i promotori della riorganizzazione della Commissione provinciale di Cosa nostra. Per gli inquirenti era destinato ad assumere un ruolo di primo piano nel mandamento di Ciaculli.

Il sequestro patrimoniale rimane

Il sequestro che colpì Leandro Greco aveva un valore stimato intorno a un milione di euro: un immobile nel centro di Palermo, un ristorante, una rivendita all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli a Ciaculli, dodici rapporti bancari. Quei beni restano sotto sequestro. La restituzione riguarda esclusivamente gli oggetti personali, l’anello, la pennetta e il tablet, per i quali la corte ha escluso qualsiasi natura di provento illecito.

Michele Greco, detto “il Papa”, è morto in carcere nel 2008. Il nipote aveva allora diciotto anni.