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Rapine in banca in Sicilia: l’isola prima in Italia per numero di colpi nel 2024

di Edoardo Gentile -





Nonostante il calo generale dei colpi agli sportelli bancari in Italia, le rapine in banca in Sicilia restano un fenomeno preoccupante. Nel 2024 l’isola è stata la regione con il numero più alto di episodi registrati nel Paese, confermandosi in cima a una classifica negativa che riguarda la sicurezza degli istituti di credito.

A evidenziarlo sono i dati analizzati dalla Fabi, il sindacato dei bancari, sulla base delle statistiche pubblicate a fine 2025 dall’Ossif, il centro di ricerca dell’Abi specializzato nella sicurezza anticrimine. Secondo quanto spiegato da Gabriele Urzì, dirigente nazionale della Fabi e responsabile salute e sicurezza per Palermo, in Sicilia sono state registrate dieci rapine nel corso del 2024, il numero più alto tra tutte le regioni italiane.

Il confronto con le altre regioni

Dietro la Sicilia si collocano Lombardia con nove colpi e Campania con sette. Il dato nazionale mostra comunque un trend in diminuzione: in tredici regioni italiane il numero delle rapine è calato, con una riduzione significativa proprio in Lombardia, dove si registra un -53%.

Ma nell’isola la situazione resta più critica anche considerando l’indice di rischio. Il rapporto tra rapine e sportelli bancari ha raggiunto 1 rapina ogni 100 sportelli, il valore più alto d’Italia e nettamente superiore alla media nazionale, ferma a 0,3 rapine ogni 100 sportelli.

Catania la provincia più colpita

Analizzando il dato provinciale emerge una forte concentrazione dei colpi in alcune aree della regione. Catania è la provincia con più rapine, sei nel 2024, il doppio rispetto alle tre registrate l’anno precedente.

Palermo compare al settimo posto tra le province italiane con due rapine, mentre altri valori rilevanti riguardano Caltanissetta, con un indice di rischio pari a 1,7 rapine ogni 100 sportelli, e la stessa Palermo, con 0,8. Ancora più alto il dato di Catania, che raggiunge 2,8 rapine ogni 100 sportelli, in crescita rispetto all’1,3 del 2023.

Come agiscono i rapinatori

L’analisi dell’Ossif permette anche di ricostruire le modalità con cui vengono compiuti i colpi. Nella maggior parte dei casi i rapinatori agiscono in coppia (44%) oppure da soli (35%). Quasi sempre cercano di nascondere il volto: accade nel 79% degli episodi.

Le azioni sono rapide: nel 63% dei casi durano meno di dieci minuti e avvengono soprattutto entrando dall’ingresso principale della banca, modalità riscontrata nel 77% delle rapine.

Dal punto di vista temporale, i colpi si concentrano soprattutto il venerdì, giorno in cui avviene circa il 31% delle rapine, mentre la fascia oraria più frequente è quella tra le 9 e le 10 del mattino. Per quanto riguarda le armi, i malviventi utilizzano principalmente armi da fuoco (43%) oppure armi da taglio (36%).

La richiesta di interventi per aumentare la sicurezza

Secondo la Fabi, il quadro richiede un rafforzamento delle misure di prevenzione. Per Urzì servono interventi coordinati tra banche, istituzioni e forze dell’ordine per ridurre il rischio negli sportelli.

La sicurezza, sottolinea il sindacalista, non deve essere considerata un costo ma un investimento: proteggere chi lavora nelle filiali significa anche rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema bancario. Per questo, conclude, la Sicilia ha bisogno di maggiore attenzione e di risorse mirate per invertire la tendenza.

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