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Cronaca

L’omicidio La Puma nelle campagne di Partinico: fermato un agricoltore di 47 anni

di Vincenzo Migliore -





C’è una svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Vito La Puma, l’allevatore di 73 anni ucciso a metà gennaio nelle campagne di Partinico. La Procura di Palermo ha disposto il fermo di Francesco Lo Iacono, 47 anni, agricoltore, ritenuto il presunto autore dei tre colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata contro la vittima.

Secondo la ricostruzione della Squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, il delitto sarebbe maturato al termine di una lunga escalation di contrasti. Alla base, stando agli investigatori, ci sarebbero furti ripetuti di ortaggi: prodotti che l’indagato coltivava e rivendeva nei centri vicini e che l’allevatore avrebbe sottratto nel tempo, alimentando un conflitto degenerato in violenza.

Decisivo, nell’indagine condotta dagli uomini diretti da Antonio Sfameni, l’apporto dei sistemi di videosorveglianza. Le telecamere avrebbero immortalato il furgone dell’agricoltore allontanarsi dalla zona del delitto poco dopo gli spari. La Puma è stato colpito mentre si trovava nei campi, intento a pascolare gli animali: tre proiettili alla testa e al volto, esplosi da distanza ravvicinata, non gli hanno lasciato scampo. La notizia del fermo, trapelata nelle ore precedenti, circolava già nel centro palermitano.

Il profilo della vittima emerge con chiaroscuri che gli inquirenti stanno ricomponendo. Il nome di La Puma compare nelle carte dell’operazione “Kelevra” del 2016, il blitz che smantellò i vertici mafiosi tra Partinico e Borgetto. All’epoca, secondo le indagini, l’allevatore sarebbe stato costretto a versare denaro per la cosiddetta “messa a posto”. Nel settembre del 2013, inoltre, un incendio distrusse balle di fieno all’interno della sua stalla.