Servizio idrico: lo scontro in atto tra Siciliacque ed Aica rischia di lasciare a secco i rubinetti della provincia di Agrigento
Si paventa il rischio concreto di una riduzione di oltre il 50% dell’erogazione dell’acqua da parte della partecipata regionale Siliacque a danno del territorio della provincia di Agrigento.
A certificarlo è il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani che, in una lettera inviata al quotidiano La Sicilia, affida la sua versione della drammatica emergenza idrica che sta colpendo il versante agrigentino, puntando il dito, in particolare, contro quei Comuni morosi, contro il gestore unico del servizio idrico (AICA) e contro la gestione del passato.
Sullo sfondo della vicenda c’è un contenzioso in atto tra Siciliacque ed Aica in ordine al debito di 22 milioni di euro accumulato dall’Azienda Idrica Agrigentina nei confronti della società di sovrambito.
Una situazione che dal Cda di Aica, la presidente Danila Nobile, ha tentato di risolvere, presentando un piano di rientro che, tuttavia, non è stato accolto da Siciliacque. Società, quest’ultima, che nel minacciare di ridurre considerevolmente l’erogazione idrica, garantendo solo 50 litri per cittadino, sostiene che la situazione debitoria di Aica rischia di compromettere seriamente l’attività della società.
Insomma è scontro tra le parti e nonostante la questione sia stata al centro di un recente incontro in assessorato, il richiamo al senso di responsabilità non ha trovato riscontro. Siciliacque pretende il pagamento dei debiti e subito, mentre Aica chiede un intervento straordinario della Regione Siciliana, prospettando a sua volta il rischio fallimento, con ripercussioni considerevoli che potrebbero gravare su tutta la Sicilia.
Dal canto suo, il governo regionale respinge ogni accusa e indica una catena di responsabilità locali e regionali, ribadendo la ferma posizione che non intende accogliere la richiesta di elargire ad Aica la somma necessaria a far fronte ai debiti.
“Pur trovandosi di fronte ad una situazione debitoria che non ha creato, né può farsi carico di sanare, il ruolo della Regione è sempre stato quello di garante della comunità del servizio idrico e promotrice di investimenti” – evidenzia il presidente Schifani – ricordando che il governo regionale ha stanziato quasi 40 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica urbana, tra le più disperdenti d’Italia, con lavori in corso da mesi.
Nel definire inaccettabile che le gravi morosità accumulate negli anni nei confronti della società idrica vengano presentate come una responsabilità dell’amministrazione regionale, Schifani evidenzia che la Regione aveva già proposto ad Aica la creazione di un fondo di rotazione da 20 milioni di euro per saldare parte dei debiti. Proposta respinta dai Comuni, che avrebbero preferito un finanziamento a fondo perduto. “Un percorso quest’ultimo non praticabile – afferma Schifani – perché istituzionalmente diseducativo nei confronti di tutti gli enti che hanno sempre pagato”.
Se oggi è crisi su una questione divenuta anche tema di scontro politico, le cause sono da attribuire esclusivamente alla persistente mancanza di regolarità nei pagamenti da parte dei Comuni e di Aica che ha generato le attuali tensioni finanziarie e operative – commenta Schifani, che aggiunge: – “la riduzione dell’erogazione idrica da parte di Siciliacque, misura prevista dalle norme in presenza di debiti così ingenti, dovrebbe spingere tutte le amministrazioni coinvolte ad un’assunzione immediata di responsabilità.
Sull’emergenza idrica interviene il parlamentare PD, Michele Catanzaro
“E’ impensabile immaginare che improvvisamente venga ridotta la fornitura del 50 per cento” – dichiara il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro –. Al netto delle inadempienze dei Comuni e delle esigenze finanziarie della società creditrice, la prima cosa è garantire la tutela delle comunità ed i diritti dei cittadini. Il Presidente Schifani trovi una soluzione concreta per la crisi idrica che sta toccando la Sicilia, ed in particolare la crisi della società Aica che gestisce il servizio idrico in provincia di Agrigento”.
Catanzaro sottolinea come sia ormai indispensabile un intervento o un piano straordinario che risponda alle legittime segnalazioni dei cittadini, i quali invocano servizi idrici regolari, una gestione efficace e, soprattutto, una manutenzione e un rifacimento delle condotte ormai vetuste.
La replica dell’Assemblea dei sindaci di AICA
“La Regione renda operativi i 20 milioni, il fondo annunciato e sostenga l’emendamento da 40 milioni in Finanziaria”. Così, in un comunicato stampa, l’Assemblea dei sindaci dei Comuni soci dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini interviene in maniera unitaria e decisa in merito alla lettera pubblica del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al fine di ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti e tutelare il territorio agrigentino di fronte alla minaccia di una riduzione dell’acqua.
I Sindaci non hanno mai chiesto fondi perduti
La posizione dei Sindaci è chiara: – “Accogliamo la volontà di istituire un fondo di rotazione straordinario di 20 milioni di euro, necessario per chiudere la transazione con Siciliacque secondo le indicazioni del Tribunale di Palermo. Si tratta dell’unica misura immediata per evitare che 400.000 cittadini subiscano tagli idrici devastanti. Mai – lo ribadiamo – i Sindaci hanno chiesto soldi “a fondo perduto”.
La Regione aveva annunciato un fondo di rotazione… che non è mai stato istituito
“Ad agosto, il Presidente Schifani annunciò l’istituzione di un fondo di rotazione per affrontare l’emergenza durante l’incontro con il Presidente del CDA di AICA, Danila Nobile. Uscì un comunicato stampa ufficiale. Si parlò di una “soluzione tecnica già allo studio – si legge nella nota stampa diffusa dall’Assemblea dei sindaci di AICA -. Da allora non è mai giunto alcun atto formale ai Sindaci. Il fondo non è mai stato istituito. Ed è quindi impossibile che i Sindaci abbiano “rifiutato” qualcosa che non è mai stato presentato. Chiediamo oggi ciò che era stato annunciato: rendere operativo quel fondo di rotazione, così che i Sindaci possano realmente utilizzarlo”.
Emendamento Fondo straordinario
Un emendamento degli Onorevoli Deputati dell’ARS della provincia di Agrigento – riporta il documento redatto dall’Assemblea dei Sindaci di AICA – è già in discussione per la Finanziaria. Si tratta di un emendamento alla Legge di Stabilità regionale (Emendamento “Fondo straordinario per il risanamento idrico della provincia di Agrigento”) per istituire un Fondo straordinario da 40 milioni per coprire le perdite idriche dovute alle reti colabrodo, mai rifatte per decenni. Si tratta di una misura strutturale, essenziale per il futuro. L’anticipazione da 20 milioni serve invece ad affrontare l’emergenza immediata.
La Regione è socia al 25% di Siciliacque. Non può chiamarsi fuori
Il CdA di Siciliacque è composto da tre membri nominati dalla Regione. Non è possibile ignorare la contraddizione tra: il richiamo alla responsabilità dell’Assessore Colianni, che in videoconferenza aveva chiesto a tutti “senso di responsabilità”; e la lettera dei tre consiglieri regionali di Siciliacque, che preannuncia il taglio dell’acqua a 50 litri al secondo. Questa dinamica non può essere imputata ai Comuni né ad AICA.
Il debito verso Siciliacque deriva in larga parte da perdite di rete ereditate – riporta il comunicato -. Oltre il 60% dell’acqua immessa in rete si perde prima di arrivare ai cittadini. È un problema infrastrutturale che proviene dal passato e che nessun Sindaco, isolatamente, può risolvere.
I Sindaci di AICA chiedono alla Regione due decisioni immediate
Tra le richieste dell’Assemblea dei Sindaci di AICA, un fondo straordinario da 40 milioni e l’attivazione del fondo di rotazione annunciato ad agosto di 20 milioni di euro, fondamentale per la stabilità dell’azienda e del territorio. A ciò si aggiungono anche due decisioni immediate chieste alla Regione: l’attivazione del fondo di rotazione annunciato ad agosto di 20 milioni di euro e il sostegno all’emendamento da 40 milioni in Finanziaria, in discussione all’ARS.
“Tutti i Sindaci sono pronti a incontrare immediatamente il Presidente Schifani – conclude la nota stampa diffusa dall’Assemblea dei sindaci dei Comuni soci dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini – poiché il territorio non può attendere e 400.000 cittadini non possono diventare ostaggio di un confronto istituzionale che può e deve essere risolto”.
