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Raffaele Lombardo: “Serve un azzeramento della Giunta. Schifani scelga profili di livello”

di Vincenzo Migliore -





Raffaele Lombardo, ex presidente della Regione Siciliana e oggi leader del Movimento per l’Autonomia, torna a parlare in un’intervista rilasciata a La Sicilia che fa rumore e riaccende il dibattito politico nell’isola. Il messaggio è chiaro: “Schifani deve azzerare la Giunta e ripartire con profili di livello per segnare un vero cambiamento”.

Parole che arrivano nel momento più delicato della legislatura, mentre le inchieste giudiziarie scuotono la maggioranza di centrodestra e mettono in discussione gli equilibri tra Forza Italia, Dc e Mpa. Lombardo si smarca dai toni delle polemiche, ma affonda con lucidità politica: “Non mi compete fare idee, ma non aggiungo alla moltitudine di giudici che sparano sentenze a raffica. È giusto che chi è imputato possa difendersi, ma serve chiarezza e coraggio”.

“Cuffaro? Mi dispiace sinceramente per lui”

Lombardo non nasconde un sentimento umano nei confronti di Totò Cuffaro, leader della Democrazia Cristiana, oggi travolto da una nuova tempesta giudiziaria: “Mi spiace sinceramente per Cuffaro, immagino il dramma che sta vivendo. Gli auguro di potersi difendere con serenità. In politica la giustizia deve fare il suo corso, ma serve anche equilibrio”.

Pur mantenendo un tono misurato, l’ex governatore non risparmia un monito a Palazzo d’Orléans: “Il rilancio della Regione è nelle mani del presidente Schifani. Se si limita a gestire l’ordinario, è la fine. Occorre un reset vero, con uomini capaci, di qualità, non legati a logiche di partito o di corrente. Bisogna avere il coraggio di costruire una squadra all’altezza delle sfide che la Sicilia ha davanti”.

Il nodo dei rapporti nel centrodestra

Nel colloquio con La Sicilia, Lombardo parla anche degli equilibri tra le forze di maggioranza. Riconosce che “la Lega ha rinnegato il patto con la Dc con una rapidità da record olimpico”, e sottolinea come la fase attuale richieda “un rinnovamento radicale, non solo di volti ma di metodo politico”.

Quanto ai rapporti tra Mpa e Forza Italia, Lombardo non chiude le porte a un confronto costruttivo: “Noi lavoriamo per la stabilità, ma non a qualsiasi prezzo. Se ci saranno scelte coraggiose, ci saremo. Altrimenti non potremo condividere responsabilità di governo che non ci appartengono”.

Una stagione da rifondare

Dietro le righe dell’intervista, emerge la preoccupazione di un veterano della politica che conosce a fondo la macchina regionale e i suoi limiti. Lombardo, che più volte ha invocato la nascita di una “Grande Sicilia”, guarda a un modello di governo che premi il merito, la competenza e l’efficienza amministrativa.

“Il tempo degli slogan è finito – conclude –. Serve una visione strategica per il futuro dell’isola: infrastrutture, sanità, giovani e sviluppo produttivo devono tornare al centro. La Sicilia non può più permettersi di restare impantanata nelle sabbie mobili dell’immobilismo”.