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Cronaca

Avvocato arrestato per aver tentato di consegnare un cellulare a un detenuto

di Andrea Scarso -





Un avvocato è stato arrestato a Palermo nel carcere Pagliarelli dopo essere stato sorpreso mentre cercava di consegnare un telefono cellulare a un detenuto. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha immediatamente attirato l’attenzione della polizia penitenziaria, che ha fermato il professionista in flagranza di reato.

Il caso al Pagliarelli

L’uomo finito in manette è Benedetto Romano, 41 anni, avvocato del foro di Brindisi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il legale avrebbe tentato di introdurre un piccolo cellulare durante un colloquio con il suo assistito, Gianluca Lamendola, 36 anni, già condannato in primo grado a 20 anni di reclusione con l’accusa di appartenenza alla Sacra Corona Unita.

Gli agenti della polizia penitenziaria hanno notato un movimento sospetto e sono intervenuti subito, trovando il telefono appena passato al detenuto. Per Romano è scattato l’arresto immediato.

Le indagini e la difesa

Le indagini sono coordinate dalla pm Ilaria De Somma della Procura di Palermo. Romano è difeso dall’avvocato Massimo Manfreda, che ne seguirà l’iter giudiziario. La prima udienza davanti al tribunale di Palermo è fissata per martedì 30 settembre.

Lamendola, destinatario del cellulare, risulta invece indagato a piede libero.

Una vicenda che scuote il mondo forense

L’arresto di un legale, accusato di aver tentato di aggirare le regole penitenziarie, rischia di lasciare un’ombra pesante sul rapporto di fiducia che lega avvocati e istituzioni giudiziarie. Il caso dell’avvocato arrestato a Palermo non è soltanto un episodio di cronaca: apre un dibattito delicato sul ruolo dell’avvocatura e sui rischi che l’infiltrazione delle logiche mafiose possa compromettere l’etica professionale e la credibilità della giustizia.

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