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Ambiente

Una discarica abusiva in pieno centro storico a Catania segnalata e ripulita

di Alessandro Fragalà -





Una segnalazione, anzi continue segnalazioni. Il disagio e lo sconforto di chi è costretto a convivere con chi, quotidianamente, deturpa, sporca, infetta. Sono storie che, purtroppo, i catanesi conoscono ormai benissimo, storie che si ripetono, sconcezze che vengono continuamente perpetrate. E non sempre, come in questo caso, possiamo raccontare di una risoluzione del problema. Sveliamo l’arcano: parliamo delle discariche abusive, più o meno grandi, che sorgono in ogni dove e non sempre possono essere ripulite con facilità. Il caso in questione ha dell’incredibile. Ci troviamo a Catania in pieno centro storico, in una piccolissima traversa senza sbocco che sorge nei pressi di piazza Annibale Riccò, adiacente da un lato allo storico e monumentale Monastero dei Benedettini sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Catania, e dall’altro all’ex ospedale Vittorio Emanuele ormai dismesso. Una discarica abnorme, che si snoda praticamente per tutta la metratura della piccola strada. Una discarica in cui è possibile trovare di tutto: materiale di risulta, amianto, materassi, arredi vari, porte, finestre, tubi. C’è anche una tavola da surf ma, ci dicono, fino a qualche giorno fa c’era anche la carcassa di una mucca attaccata ad un gancio. Ci dicono: si perché proprio nei momenti della canonica perlustrazione post-segnalazioni, con grande e piacevole sorpresa ci troviamo di fronte gli operatori della Gema, la ditta incaricata dal comune per ripulire la zona. Evidentemente la segnalazione era arrivata anche a chi di competenza che, prontamente, ha pensato (benissimo) di ripulire questa piccola strada senza un nome. “Sarà un lavoro lungo – ci spiegano gli operatori della ditta di pulizia – perché dobbiamo diversificare i rifiuti. Cominciamo con il legno, poi proseguiremo con gli altri materiali che vedete. In due o tre giorni dovremmo finire”. Un lavoro complesso, reso ancor più difficile dalla pioggia che si è abbattuta in questi giorni su Catania. Un lavoro che, però, si deve fare con la consapevolezza, però, che potrebbe essere vanificato. Si perché ripulita la zona è necessario riflettere sui motivi che hanno portato alla creazione di una così grande discarica in pieno centro storico. Una domanda che proviamo a porre agli operatori. “Fino a qualche tempo fa – ci spiega Santo Messina, operatore della Gema – proprio nella piazza adiacente a questa strada, Piazza Riccò, effettuavamo l’operazione che tecnicamente si chiama trasferenza, ovvero lo spostamento dei rifiuti dai piccoli camion che girano in città a quelli più grandi che vanno a conferire nelle discariche. Stavamo qui praticamente tutta la notte e, nello stesso tempo controllavamo la zona e impedivamo di lasciare qui i rifiuti”. Inevitabile, a questo punto, chiedergli perché questo non avviene più. “Gli abitanti della zona – prosegue l’operatore – si sono lamentati per i rumori e dopo varie denunce, l’operazione di trasferenza non si effettua più qui”. Risultato? La zona che, soprattutto dopo la chiusura dell’ospedale Vittorio Emanuele è pressoché abbandonata, è diventata zona franca per il conferimento dei rifiuti. Tutti rifiuti difficili da smaltire o più che altro costosi da smaltire e non solo per il semplice cittadino. Quello che abbiamo visto dietro piazza Riccò, infatti, viene trasportato e lasciato li con furgoni e camion: si perché un frigorifero non può entrare in un’auto e nemmeno una carcassa di una mucca morta. Per non parlare dell’amianto. L’unica soluzione è il controllo. Così come già successo in altre zone della città, anche in questa dovranno essere installate le telecamere di sicurezza (con la speranza che non vengano distrutte o vandalizzate). Molto, poi, dipenderà dal futuro del vecchio ospedale Vittorio Emanuele: dando un’occhiata attraverso le finestre divelte, è facile intuire che gli interni sono luogo di ritrovo per senza tetto e tossicodipendenti. Ma questa è un’altra storia, su cui magari torneremo nelle prossime puntate.