Prevenzione sismica nelle isole minori della Sicilia: quasi 17 milioni per rafforzare otto porti
Quasi diciassette milioni di euro per mettere in sicurezza i porti delle isole minori siciliane. Il via libera è arrivato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, che ha approvato la richiesta della Regione Siciliana di rimodulare i finanziamenti già stanziati nel bando nazionale dello scorso ottobre. A spingere verso la revisione delle priorità sono stati i danni lasciati dal ciclone Harry, che all’inizio dell’anno aveva colpito duramente le Eolie e le altre isole minori dell’arcipelago siciliano. La prevenzione sismica nelle isole minori della Sicilia entra così in una fase operativa: il dipartimento nazionale Casa Italia e la Regione possono ora sottoscrivere l’accordo e avviare le procedure.
Prevenzione sismica nelle isole minori: gli otto porti coinvolti
Gli interventi riguardano otto infrastrutture portuali distribuite tra due arcipelaghi. Nelle Eolie saranno interessati gli scali di Lipari, con i porti delle frazioni di Alicudi, Filicudi e Panarea, oltre a quello di Santa Marina di Salina e di Leni. Nelle Egadi il finanziamento raggiungerà invece il porto di Favignana. In totale i progetti valgono 16 milioni e 726 mila euro, con l’obiettivo di rafforzare strutturalmente banchine e infrastrutture che in caso di sisma — o di nuova emergenza meteorologica — devono rimanere operative e accessibili.
Il ciclone Harry e la rimodulazione dei fondi
La decisione di rivedere le destinazioni originarie dei fondi è diretta conseguenza del ciclone Harry, che a gennaio 2026 aveva devastato in particolare le Eolie: porti danneggiati, pendolari nel caos, abitazioni e infrastrutture compromesse. Il Governo aveva dichiarato lo stato di emergenza per la Sicilia, con danni stimati nell’ordine del miliardo di euro. Proprio quell’evento ha ridefinito la mappa delle urgenze, e la Regione ha chiesto al ministero di adeguare il piano degli interventi alla nuova realtà.
Musumeci: «Rafforzamento sismico per garantire la funzionalità in emergenza»
«I danni arrecati dal ciclone hanno in parte modificato le priorità evidenziate dalla Regione con il nostro avviso nazionale del 9 ottobre scorso» ha spiegato il ministro Musumeci, aggiungendo che l’approvazione della rimodulazione consentirà agli scali selezionati «il necessario rafforzamento sismico, anche per garantire la loro funzionalità in caso di emergenza». Un aspetto non secondario: in contesti insulari, il porto non è solo un’infrastruttura economica ma l’unica via di accesso per i soccorsi e per i rifornimenti essenziali alla popolazione.
