Operazione antimafia Brancaccio: 32 fermi nella notte
Quattrocentocinquanta uomini, un elicottero, I vigili del fuoco forzano i magazzini nel cuore della notte. La scala di un’operazione racconta qualcosa prima ancora dei nomi.
Nella notte tra il 19 e il 20 aprile 2026, i carabinieri del Reparto Operativo e agenti della Squadra Mobile con il supporto dello SCO, hanno eseguito 32 fermi nei quartieri Brancaccio e Sperone di Palermo. L’operazione antimafia su Brancaccio è il risultato di tre anni di indagini, dal 2023 al 2026, condotte dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri e dalla Squadra Mobile della Questura di Palermo, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia, con l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Giacomo Brandini, Francesca Dessì e Francesca Mazzocco. I reati contestati a vario titolo includono associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, traffico di stupefacenti, violazioni in materia di armi e trasferimento fraudolento di valori. Oltre ai fermi, l’autorità giudiziaria ha disposto perquisizioni in abitazioni, box e magazzini e un decreto di sequestro preventivo su aziende, immobili e conti correnti per ipotesi di autoriciclaggio. Nei ranghi operativi figuravano anche le Squadre di Intervento Operativo, le Aliquote di Primo Intervento, unità cinofile, il Reparto Prevenzione Crimine di Sicilia e Calabria, la Polizia Scientifica e il 9° Nucleo Elicotteri.
Il boss di Brancaccio tornato a comandare
Tra i 32 fermati c’è Nino Sacco. Era uscito dal carcere nel maggio del 2024. Pochi mesi dopo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era già tornato a prendere il controllo del mandamento. Questo dato, di per sé, è una domanda aperta sul funzionamento delle misure di prevenzione postdetentive per i condannati per reati di mafia.
Il mandamento –termine tecnico per indicare una circoscrizione territoriale di Cosa Nostra che raggruppa più famiglie mafiose sotto un unico vertice– di Brancaccio è uno dei più storici dell’organizzazione palermitana. L’attività investigativa ha ricostruito gli assetti organizzativi e gerarchici di tre famiglie: quella di Brancaccio, quella di Roccella-Guarnaschelli e quella del Corso dei Mille. Non si trattava di residui di un’organizzazione indebolita. Si trattava di una struttura attiva, capace di muoversi su più fronti con continuità. Il fermo di Sacco chiude un capitolo breve ma significativo: quello del ritorno alla guida operativa di un boss che, una volta libero, non ha cambiato strategia.
Il pizzo che gli imprenditori di Brancaccio hanno denunciato
L’elemento forse più rilevante per la tenuta del tessuto civile siciliano è un altro. Durante le indagini, alcuni imprenditori taglieggiati hanno scelto di collaborare con gli inquirenti.
Grazie a queste testimonianze, gli investigatori hanno potuto ricostruire diverse richieste estorsive ai danni di commercianti locali. L’estorsione, in questo contesto, non è solo un reato: è un meccanismo di governo del territorio. Ogni pagamento registra e conferma la presenza dell’organizzazione. Ogni commerciante che paga riconosce un’autorità parallela a quella dello Stato. La collaborazione degli imprenditori è, in questo senso, qualcosa che va oltre il procedimento penale. È la rottura di un equilibrio di paura.
Aste truccate, testamenti falsi: la mafia che fa affari
L’organizzazione non si limitava al pizzo. Secondo gli inquirenti, il sodalizio aveva acquisito immobili banditi in aste fallimentari facendole andare deserte per poi aggiudicarseli a prezzi fuori mercato. Una pratica che inquina le procedure concorsuali e distorce il mercato immobiliare legale.
Il filone più inquietante è quello delle eredità. Il Giornale di Sicilia riporta che nel blitz emerge il ruolo di un’impresa funebre: il meccanismo –secondo le indagini– consisteva nell’individuare persone decedute senza eredi, costruire testamenti falsi e impossessarsi degli immobili. Case e appartamenti venivano così sottratti al circuito legale e immessi in un mercato parallelo controllato dal clan. Se confermato nei procedimenti giudiziari, questo filone fotografa un’organizzazione capace di muoversi con strumenti notarili e finanziari oltre che con la forza. Meno pistole in strada, più carte bollate. Il salto non è di etica, ma di metodo.
Tre anni di indagini antimafia: tre famiglie sotto la lente
L’attività investigativa, avviata nel 2023, ha lavorato su tre famiglie mafiose distinte: Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille. L’obiettivo non era documentare singoli reati, ma delineare la struttura del mandamento: gli assetti organizzativi, le gerarchie, i meccanismi di successione al vertice. È un approccio che richiede tempo e risorse. I risultati della notte sono il prodotto di intercettazioni, sorveglianza e misure già eseguite nel corso dell’indagine: sei arresti in flagranza e un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone.
Il coordinamento tra carabinieri e polizia non è automatico. La DDA svolge un ruolo di raccordo essenziale tra forze che operano con metodi e catene di comando distinte. Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri e la Squadra Mobile della Questura –con la SISCO, il servizio investigativo dello SCO– hanno condotto le indagini in parallelo, convergendo sugli stessi obiettivi.
Armi, droga, sequestri: i numeri del blitz
Nel corso delle indagini sono state sequestrate cinque pistole, un fucile a pompa, una carabina, due mazze chiodate, tre chili di hashish e circa 13.000 euro in contanti. Il decreto di sequestro preventivo dell’autorità giudiziaria riguarda aziende, immobili e conti correnti in relazione a ipotesi di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
I numeri materiali –le armi, i chili di hashish, il contante– certificano la capacità operativa del sodalizio. Ma è la componente economica a fotografare meglio la direzione presa da Cosa Nostra negli ultimi anni: un’organizzazione che cerca liquidità attraverso il controllo dei mercati, non solo attraverso la violenza. La mafia che Falcone e Borsellino studiarono era già questo.
