Illeciti negli enti regionali in Sicilia, l’allarme della Corte dei conti: “Fenomeno ancora diffuso”
Il fenomeno degli illeciti negli enti regionali in Sicilia continua a rappresentare una criticità significativa per la gestione delle risorse pubbliche. A segnalarlo è il procuratore regionale della Corte dei conti per la Sicilia, Pino Zingale, che nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario ha evidenziato come proprio nel sistema degli enti regionali e delle società partecipate si concentri ancora un numero rilevante di irregolarità.
Secondo il magistrato contabile, il “variegato mondo degli enti regionali, incluse le società partecipate” resta uno dei contesti nei quali si verificano con maggiore frequenza illeciti e danni erariali. Un andamento che, ha spiegato, non mostra segnali di arresto.
Enti e partecipate tra le cause delle criticità finanziarie
Nel suo intervento, Zingale ha sottolineato che enti regionali e società partecipate — sia a livello regionale sia nell’ambito degli enti locali — incidono in modo rilevante sulla stabilità dei conti pubblici.
Queste strutture, infatti, “rappresentano una delle cause principali delle criticità nella gestione finanziaria del socio pubblico e della tenuta complessiva dei conti”, ha evidenziato il procuratore.
Il problema non riguarda soltanto la presenza di irregolarità amministrative, ma anche l’impatto che queste possono avere sui bilanci pubblici e sulla gestione delle risorse.
La richiesta di una sezione regionale di controllo
Nel corso della relazione è stata ribadita anche una richiesta già avanzata in passato: l’istituzione di una sezione regionale di controllo sugli enti regionali.
Secondo Zingale, la Procura contabile siciliana e le stesse Sezioni riunite regionali della Corte dei conti hanno più volte sollecitato un intervento legislativo in questa direzione. Tuttavia, finora la proposta non ha trovato accoglimento nelle sedi competenti.
Una situazione che, ha osservato il procuratore, rappresenta un “grave vulnus” rispetto allo statuto della Regione Siciliana, soprattutto in una fase in cui il legislatore nazionale sembra orientato a rafforzare il ruolo di controllo attribuito alla Corte dei conti.
I numeri dell’attività della Procura nel 2025
Nel corso del 2025 la Procura regionale della Corte dei conti ha aperto 1.752 istruttorie, in diminuzione rispetto alle 2.249 avviate nel 2024.
La riduzione, ha spiegato Zingale, è legata a una nuova direttiva interna riguardante gli esposti anonimi. In linea con l’orientamento adottato da diverse Procure della Repubblica — tra cui quella di Palermo — gli esposti privi di elementi verificabili o di indicazioni sulla provenienza vengono ora archiviati immediatamente.
La scelta è stata adottata dopo aver registrato un aumento significativo di segnalazioni anonime inviate agli uffici della Procura contabile.
Oltre 20 milioni di euro di presunto danno erariale
Nel corso dell’anno sono stati inoltre depositati 103 inviti a dedurre, lo strumento con cui la Procura contabile contesta formalmente possibili responsabilità amministrative.
Il valore complessivo del presunto danno erariale contestato ammonta a 20.795.184,24 euro, cifra che fotografa la dimensione economica delle irregolarità al centro delle indagini della magistratura contabile.
