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Ex Blutec, il ricorso frena l’assegnazione al gruppo Pelligra

di Redazione -





di CLAUDIA MARI
Prima la svolta poi la frenata. E addirittura il rischio stop. È quello che sta accadendo nella vicenda che riguarda l’ex stabilimento ex Fiat ed ex Blutec di Termini Imerese, in particolare in merito all’assegnazione di questo al gruppo Pelligra, che fa capo all’imprenditore Ross Pelligra, presidente della squadra di calcio del Catania. A rivolgersi al Tar del Lazio con un ricorso e con annessa richiesta di sospensione delle procedure di assegnazione sono state Sciara Holding Limited e Smart city Group scrl. L’istanza è mossa contro il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso, la Blutec in amministrazione straordinaria e, appunto, la società aggiudicataria Pelligra Italia Holding. Il ricorso ora, anche se accolto solo in via cautelare, rischierebbe di rallentare l’intero percorso di rilancio dell’area dell’ex stabilimento che con la carta Pelligra sembrava essere arrivato a un punto di svolta. Peggiore delle ipotesi per il gruppo Pelligra si fotografa nel caso in cu il ricorso venisse accolto nella sua interezza, ciò potrebbe comportare una diversa assegnazione o il ricorso ad una nuova gara. Il ricorso delle due aziende la Sciara Holding Limited e la Smart city Group scrl, con richiesta di sospensione, è stato notificato dallo studio legale Ferraris di Milano ed è stato accompagnato da un irrituale passaggio nella relata di notifica (a mezzo pec) nel quale lo si definisce “non introduttivo del giudizio” pur trattandosi di ricorso redatto in tali termini a tutti gli effetti. Le due aziende avevano presentato offerta irrevocabile entro le ore 13 del 15 settembre del 2023, termine ultimo per presentare le offerte in base all’avviso emanato dai commissari in data 2 giugno 2023. Il contratto è stato assegnato alla Pelligra Holding il 30 marzo 2024 dopo alcune proroghe e rimandi riguardanti l’avviso, per le quali i ricorrenti ritengono non ci sia una giustificazione. E così hanno richiesto l’accesso agli atti, il 4 aprile scorso, per capire meglio le motivazioni di tali decisioni. Secondo i ricorrenti, l’assegnazione è avvenuta in violazione delle normative sui bandi pubblici. Senza le proroghe e i rimandi, sostengono, la Sciara Holding Limited e la Smart City Group sarebbero state le probabili vincitrici, avendo presentato la proposta ritenuta migliore. Dopo la chiusura delle offerte e le valutazioni dei Commissari, è stata formalizzata l’istanza di aggiudicazione al gruppo Pelligra Holding Italia il 25 marzo. I commissari hanno motivato la loro scelta indicando che il gruppo Pelligra è specializzato nella riconversione di aree industriali dismesse in parchi industriali. Intanto, nella giornata di ieri Pelligra Italia ha rilasciato un comunicato, in cui il gruppo “precisa di aver agito in piena correttezza e trasparenza in merito alla propria partecipazione alla gara per l’aggiudicazione dello stabilimento di Termini Imerese. L’obiettivo di Pelligra Italia è proseguire quanto prima con la realizzazione di un progetto solido, che garantirà lo sviluppo di un polo industriale e manifatturiero green e innovativo per la Sicilia, attraverso lo sviluppo di un interporto per la Sicilia occidentale, punto di riferimento per il Mediterraneo”. Uno stallo che ora preoccupa, in maniera bifronte, Regione e rappresentanti dei lavoratori. Sulla vicenda è difatti intervenuto anche l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo: “Il governo Schifani ha avuto il merito di avere riaperto il dossier ex Blutec, su cui era calato il silenzio per anni, e di avere rifinanziato l’accordo di programma per dare prospettive di sviluppo all’area industriale di Termini Imerese. Il nostro auspicio è che si chiuda al più presto l’iter in modo da dare certezze ai lavoratori e avviare il rilancio dell’area. Noi vigileremo come governo regionale e siamo pronti a intervenire per creare le condizioni per lo sviluppo dell’intero comprensorio industriale”. Ed è proprio alla Regione che si rivolgono i sindacati: “Sarebbe paradossale un nuovo stop all’assegnazione dell’area ex Fiat di Termini Imerese. La Regione convochi subito una task force per vedere come intervenire in caso di possibili deliberazioni del Tar di sospensione delle procedure in corso. Ne va della sorte di 560 lavoratori diretti e 200 dell’indotto che da novembre si troverebbero senza reddito”, dicono il segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino e Roberto Mastrosimone. Intanto ieri, nel pomeriggio, la risposta con rettifica di Sciara Holding: “Non abbiamo presentato alcun ricorso al Tar del Lazio sul bando ex Blutec di Termini Imerese. Sarebbe stato sufficiente informarsi col tribunale amministrativo per appurarlo. Sappiamo che è circolato il documento del ricorso, evidentemente qualcuno l’ha reso noto. In realtà il nostro ufficio legale l’ha notificato al Mimit, al gruppo Pelligra e ai commissari dell’ex Blutec. Ma non al Tar”.