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Ambiente

Termovalorizzatori, depositati i progetti. Le gare entro il 2026.

di Edoardo Gentile -





Settecento elaborati e una scadenza rispettata

Oltre settecento elaborati. È il peso documentale dei progetti di fattibilità tecnico-economica consegnati alla struttura commissariale della Regione per i due termovalorizzatori previsti a Palermo e a Catania. La consegna è avvenuta entro il 30 aprile, nel rispetto del cronoprogramma. I materiali saranno caricati su una piattaforma di consultazione pubblica.

La progettazione è stata curata da un raggruppamento guidato da Crew Srl, società del gruppo Fs, insieme a Systra Spa, Martino Associati, E.Co. Srl, Utres Ambiente, Ibi Studio e l’ingegnere Corrado Pecora.

Dalla VIA alle gare: l’iter che conta

La consegna apre una fase più lenta. L’ufficio commissariale avvia ora le procedure per ottenere l’autorizzazione ambientale comprensiva della Valutazione di impatto ambientale, oltre ai pareri di tutti gli enti coinvolti. Un percorso che richiederà alcuni mesi. Al termine, Invitalia pubblicherà le due gare per la realizzazione degli impianti. L’obiettivo è che le gare escano entro la fine del 2026, con l’aggiudicazione e l’avvio dei lavori nella primavera del 2027.

I numeri

I due impianti costeranno complessivamente 800 milioni di euro e una volta a regime permetteranno un risparmio annuo sullo smaltimento di 150 milioni, con una produzione di 50 megawatt di energia ciascuno. La capacità di trattamento stimata è di 600.000 tonnellate di rifiuti all’anno, con una riduzione del 90% del volume dell’indifferenziato. Il piano regionale che prevede questi impianti ha già ricevuto il via libera formale della Commissione Europea a marzo.

Schifani, commissario straordinario per il ciclo dei rifiuti oltre che presidente della Regione, inquadra l’operazione come una rottura con il passato: superare un sistema fondato quasi esclusivamente sulle discariche, costoso per i bilanci pubblici e per le bollette dei siciliani.

Una domanda aperta

Legambiente contesta l’impianto strategico del piano, sostenendo che si tratta di una filiera che rischia di allontanare la Sicilia dagli obiettivi europei sull’economia circolare, con costi di conferimento superiori ai 250 euro per tonnellata. È una tensione che non si chiude con la consegna dei progetti. I termovalorizzatori Sicilia sono una parte del sistema. La domanda è se il resto, raccolta differenziata, riduzione alla fonte, economia circolare, seguirà davvero.

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