Omicidio stradale: condannato a due anni per l’incidente in cui morì la sedicenne Andreea Elena Romanasu
Una condanna a due anni di reclusione per omicidio stradale. Questa è la sentenza emessa dal giudice nei confronti di Gaspare Mineo, il venticinquenne che era alla guida dell’auto durante il drammatico incidente in cui perse la vita la sedicenne Andreea Elena Romanasu. La decisione del tribunale ha suscitato immediate discussioni, soprattutto alla luce delle premesse giudiziarie e delle richieste iniziali della Procura.
Il pubblico ministero aveva infatti sollecitato una pena decisamente più severa, quantificata in cinque anni di reclusione. In precedenza, anche il giudice per le indagini preliminari aveva espresso forti riserve sulla quantificazione della pena, arrivando a rigettare una proposta di patteggiamento a quattro anni perché considerata del tutto incongrua rispetto alla gravità dei fatti. La sentenza di primo grado si è invece attestata su una misura inferiore, che ha spinto la difesa a valutare le prossime mosse legali.
La dinamica del tragico incidente e i riscontri sull’alcol
La tragedia si consumò quando il giovane, stando a quanto emerso dagli accertamenti e dalle sue stesse ammissioni, si mise alla guida dopo aver assunto sostanze alcoliche. Durante il tragitto, il conducente perse totalmente il controllo dell’abitacolo. La vettura sbandò violentemente contro il guard rail per poi finire la sua corsa in un drammatico testacoda.
L’impatto fu fatale per la giovane Andreea Elena Romanasu, che sedeva sul sedile passeggero accanto al guidatore. La sedicenne venne sbalzata fuori dal veicolo a causa della forza dell’urto, perdendo la vita sul colpo. I successivi rilievi tecnici hanno confermato non solo lo stato di ebbrezza dell’imputato, ma anche un netto superamento dei limiti di velocità consentiti su quel tratto di strada, superati di ben quaranta chilometri orari.
Il risarcimento per i familiari e il ricorso in appello
Oltre alla pena detentiva, il giudice ha stabilito una misura risarcitoria per i genitori della giovane vittima, che si sono costituiti parti civili nel processo con il supporto legale dell’avvocato Giuseppe Virga. Il tribunale ha disposto il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a quindicimila euro per ciascun genitore.
La vicenda giudiziaria non si esaurirà comunque con questo verdetto di primo grado. Il legale dell’imputato ha già preannunciato l’intenzione di ricorrere in appello. L’istanza di secondo grado verrà formalizzata non appena saranno depositate le motivazioni ufficiali della sentenza, e punterà a ridefinire le responsabilità e la fisionomia della condanna, vista la particolare tenuità della pena inflitta in questa prima fase.
