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Cronaca

Arrestato allevatore a San Fratello per minacce e intimidazioni

di Francesca Petrosillo -





Un allevatore di 47 anni, residente a San Fratello, in provincia di Messina, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri. E’ stato posto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. L’uomo è gravemente indiziato di estorsione aggravata, furto e uccisione di animali nell’ambito di un’indagine che ha fatto luce su presunte pressioni e intimidazioni ai danni di altri allevatori della zona.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dai militari della compagnia di Santo Stefano di Camastra, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Patti. Le indagini sono seguite dal pubblico ministero Andrea Apollonio, sotto la direzione del procuratore Angelo Cavallo, e hanno coinvolto i carabinieri delle stazioni di San Fratello e Santo Stefano di Camastra.

Arrestato allevatore San Fratello: terreni contesi e presunte estorsioni ai danni di altri allevatori

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a partire dal 2019 l’indagato avrebbe messo in atto una serie di comportamenti intimidatori nei confronti di alcuni allevatori dei comuni di San Fratello e Acquedolci. L’obiettivo sarebbe stato quello di costringerli a rinunciare ai propri terreni agricoli, così da poterne disporre liberamente per il pascolo delle sue mandrie.

Le vittime, stando alle accuse, sarebbero state sottoposte a minacce e pressioni continue. In più episodi si sarebbero verificati danneggiamenti alle proprietà e furti di capi di bestiame. In un caso, per aumentare il clima di paura, sarebbe stata uccisa una capra. Questo un gesto ritenuto dagli investigatori particolarmente grave e simbolico, finalizzato a scoraggiare qualsiasi opposizione.

Gli elementi raccolti nel corso dell’inchiesta – tra testimonianze, accertamenti e riscontri sul territorio – hanno portato la magistratura a richiedere una misura cautelare nei confronti del 47enne, ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione dei reati.

L’indagine della Procura di Patti

L’operazione rappresenta il risultato di mesi di approfondimenti investigativi condotti per tutelare gli allevatori della zona e ristabilire condizioni di legalità in un settore economico particolarmente importante per il territorio nebroideo. L’allevamento e la gestione dei terreni agricoli costituiscono infatti una risorsa fondamentale per molte famiglie dell’area.

L’uomo si trova ora agli arresti domiciliari con controllo elettronico, in attesa dei successivi sviluppi giudiziari. Come previsto dalla legge, la sua posizione dovrà essere valutata nelle sedi opportune e vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano altri episodi riconducibili allo stesso contesto di presunte intimidazioni legate alla gestione dei terreni agricoli.