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Cronaca

Appalti truccati, indagine della Procura Europea tra Sicilia e Campania

di Francesca Petrosillo -





Appalti truccati EPPO – La Procura Europea ha chiesto l’arresto di 16 persone tra professori universitari, ricercatori e insegnanti, oltre ad alcuni manager e dipendenti di aziende informatiche. L’inchiesta rientra nell’ambito di una vasta indagine su presunti episodi di corruzione e irregolarità negli appalti pubblici. Coordinata dai pubblici ministeri europei Gery Ferrara e Amelia Luise, coinvolge enti e strutture operative tra Sicilia e Campania.

Un presunto sistema di corruzione negli appalti pubblici

Secondo l’accusa, alcuni docenti avrebbero sfruttato il proprio ruolo all’interno di università. In particolare, le procedure di affidamento di beni e servizi informatici sarebbero state pilotate a favore di società ben precise, in violazione dei principi di trasparenza e libera concorrenza. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione propria e turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente.

Gli inquirenti ritengono che questo meccanismo fosse ripetuto nel tempo e non legato a singoli episodi isolati. Le aziende informatiche coinvolte avrebbero ottenuto contratti e forniture grazie all’intermediazione dei docenti, assicurandosi così un accesso privilegiato agli appalti pubblici.

Il “tesoretto” e i vantaggi personali

In cambio dei favori garantiti, i professori e i ricercatori avrebbero beneficiato di un vero e proprio “tesoretto”. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le somme o i vantaggi economici non sarebbero stati utilizzati per finalità istituzionali, ma per acquisti di natura privata. Tra i beni finiti nel mirino figurano smartphone di ultima generazione, smart TV, computer e altra strumentazione elettronica.

Questi oggetti, stando all’accusa, sarebbero stati destinati all’uso personale degli indagati. Configurando così un indebito arricchimento ottenuto grazie alla posizione ricoperta all’interno delle amministrazioni pubbliche.

Appalti truccati EPPO: l’indagine e le richieste di arresto

La richiesta di misure cautelari rappresenta un passaggio centrale dell’inchiesta e conferma la gravità del quadro accusatorio delineato dalla Procura Europea. L’obiettivo degli investigatori è accertare l’estensione del sistema corruttivo, individuare tutte le responsabilità e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti o enti.

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno dell’EPPO nel contrasto ai reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione Europea.