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Cronaca

Danno erariale e chirurgia estetica: la Corte dei Conti contesta 373mila euro a un medico in Sicilia

di Edoardo Gentile -





I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno notificato un atto di citazione in giudizio nei confronti di un medico chirurgo operativo nelle province di Catania e Messina. Il provvedimento, emesso su delega della Procura regionale della Corte dei Conti di Palermo, contestatore al professionista un presunto danno erariale che supera la cifra di 373mila euro. Al centro delle contestazioni vi è lo svolgimento non autorizzato di visite ed interventi di chirurgia estetica in strutture private, a fronte di un rapporto d’esclusività stipulato con il servizio sanitario pubblico.

Il quadro delineato dalle indagini descrive una condotta professionale condotta in regime di intramoenia, per la quale il sanitario percepiva l’apposita indennità statale. Ciononostante, secondo la Procura contabile, il medico avrebbe esercitato contemporaneamente la libera professione all’interno di studi privati e per conto di una società interinale. Tali prestazioni sarebbero state erogate anche durante gli orari e le giornate nelle quali il chirurgo risultava regolarmente in servizio presso l’ospedale pubblico di appartenenza, senza peraltro contribuire allo smaltimento delle liste d’attesa della struttura.

La rete di complicità e gli accertamenti della Guardia di Finanza

L’attività investigativa si è avvalsa dell’escussione di oltre 130 pazienti e del riscontro programmatico delle agende personali del medico, all’interno delle quali venivano annotate le somme percepite in contanti e contrassegnate da specifiche sigle alfanumeriche. Gli accertamenti hanno inoltre messo in luce il presunto utilizzo di prestanome all’interno di una clinica privata messinese. In tale struttura, le cartelle cliniche e le relative fatture fiscali venivano intestate ad altri sanitari al fine di dissimulare la reale presenza e l’operato del chirurgo incriminato.

Oltre al principale indagato, l’atto di citazione a giudizio è stato notificato ad altri tre soggetti, chiamati a rispondere in solido del presunto danno alle casse pubbliche. Tra questi figura il primario del reparto ospedaliero di riferimento, accusato di un’omessa vigilanza sui reali turni di presenza del sottoposto. Risultano inoltre coinvolti la clinica privata teatro delle operazioni chirurgiche e il medico collega che avrebbe accettato di figurare formalmente nei documenti sanitari e contabili al posto del professionista della struttura pubblica.