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Mafia, maxi sequestro da 200 milioni: scovato il tesoro della droga di Messina Denaro

di Federico Conti -





Un colpo durissimo al cuore finanziario di Cosa Nostra. Un’operazione internazionale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo, ha portato al sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, questa enorme ricchezza rappresenta il tesoro di Matteo Messina Denaro, accumulato in decenni di traffico di stupefacenti e nascosto dietro una fitta rete di prestanome e paradisi fiscali. L’inchiesta ha fatto scattare anche tre arresti.

Gli arresti sono scattati per tre persone, accusate a vario titolo di impiego di denaro di provenienza illecita con l’aggravante di aver agevolato l’organizzazione mafiosa.

Una rete globale

Il blitz, eseguito dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, non si è limitato ai confini nazionali. Le indagini hanno svelato una ragnatela societaria globale che serviva a ripulire i fiumi di denaro sporco incassati dalla mafia fin dagli anni ’80, l’epoca d’oro del narcotraffico sotto la guida del boss di Castelvetrano.

Per comprendere l’estensione del sistema finanziario smantellato, basta guardare la mappa dei paesi coinvolti nelle perquisizioni e nei sequestri:

sole Cayman, Andorra, Gibilterra, Lussemburgo e Svizzera; oltre che Libano e Principato di Monaco.

La base logistica in Spagna: le attività si sono concentrate in Andalusia, in particolare nelle località di Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs.

I dettagli dell’inchiesta

I flussi di denaro venivano schermati attraverso complesse strutture societarie offshore, create ad hoc per rendere anonimi i reali beneficiari dei capitali.

L’operazione è il risultato di un lungo lavoro investigativo coordinato dal Procuratore Capo di Palermo, Maurizio de Lucia, e dal Procuratore Aggiunto, Vito Di Giorgio. Fondamentale per la riuscita del blitz è stata la cooperazione internazionale, che ha visto le fiamme gialle collaborare a stretto contatto con le autorità giudiziarie e le forze di polizia dei diversi Stati esteri coinvolti.

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