Rimpasto giunta Schifani: la squadra fino alle urne
Il 30 aprile come spartiacque
C’era una data scritta sul calendario da settimane: il 30 aprile. Oltre quella soglia, con il rendiconto 2025 ancora in fase di approvazione, sarebbe scattato il blocco delle assunzioni di personale esterno, rendendo di fatto inutile nominare nuovi assessori senza poter comporre i loro uffici di gabinetto.
Schifani ha chiuso in tempo. Il rimpasto della giunta regionale siciliana è ufficiale: la squadra è di nuovo al completo, a sei mesi esatti dalle dimissioni di Nuccia Albano e Andrea Messina, usciti dopo un’inchiesta della Procura di Palermo che aveva coinvolto alcuni esponenti della Democrazia Cristiana.
Il governatore non usa mezzi termini: “Stiamo lavorando bene, spesso in silenzio, e portiamo risultati. Questa squadra ci porterà alle elezioni”. È un messaggio politico prima ancora che istituzionale. La legislatura è agli sgoccioli, e Schifani vuole consegnare alla Sicilia un esecutivo stabile.
Un garantismo di comodo o una posizione coerente?
Il nodo più delicato del rimpasto era uno: Elvira Amata. L’assessora al Turismo, Sport e Spettacolo è stata rinviata a giudizio dalla Procura di Palermo per corruzione. Fratelli d’Italia ha scelto di confermarla, e Schifani si è adeguato con una formula di garanzia costituzionale: “Io parto dal presupposto del rispetto del principio di non colpevolezza. Lo dice la Costituzione”
Non è una posizione nuova per il governatore, che ha già adottato lo stesso registro anche sul caso di Luca Sammartino, assessore della Lega a processo davanti alla Procura di Catania.
I nuovi nomi
Oltre la conferma di Nuccia Albano, entrano nella squadra anche Elisa Ingala, già assessore comunale a Caltanissetta, che guiderà l’assessorato della Funzione pubblica e delle autonomie locali e Marcello Caruso, già assessore comunale e provinciale a Palermo, presidente della municipalizzata Amia e amministratore unico della Sas, nuovo assessore alla Salute.
Minardo e la stabilità di Forza Italia
Schifani ha speso parole pubbliche di ringraziamento per Nino Minardo, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia: “Persona di grande spessore e parlamentare molto saggio che ha dato un grande contributo alla soluzione della crisi interna legata al rimpasto: mi ha dato una grandissima mano e voglio ringraziarlo pubblicamente”.
Minardo aveva tracciato la linea sin dall’insediamento: nessun cambio di delega, giunta al completo senza stravolgimenti, stabilità come parola d’ordine. Il commissario aveva dichiarato poche ore prima della chiusura che era “fondamentale mantenere l’impegno di completare la giunta senza modificare le deleghe”.
Oggi, Forza Italia esce dal rimpasto in una posizione più solida di quanto non sembrasse a inizio mese, quando le tensioni interne alimentavano ipotesi di riassestamenti ben più profondi.
Adesso si guarda alle prossime elezioni.
