Leggi:

Cronaca

Mondello, Italo-Belga e CGA: l’Avvocatura sorprende Schifani

di Federico Conti -





L’Avvocatura dello Stato, agendo per conto dell’assessorato regionale al Territorio, ha chiesto al presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa la revoca della misura cautelare che aveva rimesso in piedi la Italo-Belga, sospendendo la decadenza della concessione sul litorale demaniale e bloccando di fatto i bandi brevi per i 13 lotti dell’arenile.

Il governatore Renato Schifani ha commentato pubblicamente la mossa, usando una parola precisa: irrituale. “Non c’è stato alcun coordinamento tra la Regione e l’Avvocatura dello Stato”. Non è una critica al merito giuridico dell’intervento, ma al metodo.

Il nodo tecnico: perché Schifani preferiva un’altra strada

Schifani, già stato avvocato per trent’anni, ha spiegato che nel momento in cui esiste un provvedimento unilaterale del presidente del CGA, l’unico rimedio tecnicamente percorribile è chiedere un’anticipazione dell’udienza collegiale, già fissata al 14 maggio. La richiesta di revoca della misura cautelare è una strada diversa e non coordinata con la posizione della Regione.

“Sono rimasto colpito perché non c’è stato alcun coordinamento. Non voglio che questa iniziativa possa apparire come uno scontro diretto tra due persone, cosa che non appartiene alla mia cultura e alla Regione”.

I bandi sospesi e l’estate in bilico

Il bando regionale per le concessioni brevi era in scadenza il 30 aprile. Con la decisione del CGA, la Regione ha sospeso le procedure in attesa della camera di consiglio del 14 maggio. Cinque candidature erano già pervenute, ma adesso rimangono congelate.

Il CGA aveva motivato la sospensiva rilevando che un’area così frequentata, lasciata senza una gestione ordinata nell’imminenza dell’estate, avrebbe potuto produrre un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un argomento pragmatico, che oltrepassa il merito della decadenza e aggancia la decisione all’urgenza stagionale. La Regione lo contesta, almeno sul piano procedurale.

Nel frattempo, la società Italo Belga ha chiesto la cancellazione del ruolo dell’istanza cautelare con cui chiedeva la sospensione dei bandi regionali: è venuto meno il motivo del contendere, visto che la Regione ha già stoppato le procedure. I giudici del TAR di Palermo hanno preso atto e rinviato a data da destinarsi.

L’opposizione attacca, Schifani replica

La dichiarazione di Schifani ha innescato subito la risposta del Pd. Michele Catanzaro, capogruppo dem all’ARS, ha sostenuto che definire irrituale l’intervento dell’Avvocatura equivale ad ammettere di condividere la decisione del CGA che ha accolto il ricorso della Italo Belga. Una lettura politica che Schifani ha respinto con una certa durezza: “Solo chi non capisce di diritto può affermare queste sciocchezze, parliamo due linguaggi diversi”.

La replica rivela la sensibilità del punto. Il governatore vuole evitare che la critica al metodo dell’Avvocatura venga letta come simpatia per la Italo Belga –società al centro di una vicenda giudiziaria e politicamente molto esposta. La distinzione tra forma e merito, in questo caso, è anche una distinzione tra quello che Schifani vuole comunicare e quello che i suoi avversari vogliono che sembri.