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Turismo Sicilia 2025: 22,5 milioni di presenze ma gli italiani disertano l’isola

di Edoardo Gentile -





Le presenze si mantengono stabili rispetto all’anno precedente, ma il dato nasconde una frattura netta: i turisti nazionali calano del 6,3%, mentre gli stranieri crescono del 5,5%. I numeri emergono dallo studio Prometeia presentato al forum UniCredit di Palermo.

Il turismo in Sicilia nel 2025 tiene i numeri complessivi ma cambia volto. Le presenze sull’isola hanno superato quota 22,5 milioni, in linea con il 2024, ma dietro questa apparente stabilità si nasconde una dinamica opposta tra i due segmenti: i turisti italiani sono scesi sotto i 10 milioni, con un calo del 6,3%, mentre quelli stranieri hanno quasi raggiunto i 13 milioni, segnando un aumento del 5,5%. È quanto emerge dallo studio di Prometeia presentato a Palermo nel corso del forum delle economie organizzato da UniCredit in collaborazione con Federalberghi Sicilia.

Turismo Sicilia 2025: un risultato sotto la media nazionale

Il confronto con il resto d’Italia penalizza ulteriormente l’isola. A livello nazionale, la componente domestica ha tenuto i valori del 2024 e quella straniera è cresciuta del 4,3%: la Sicilia fa peggio su entrambi i fronti. Un segnale confermato anche dai dati aeroportuali: nel 2025 gli scali dell’isola hanno registrato 23 milioni di passeggeri, con un incremento contenuto, ma con un calo degli italiani dell’1,7% a fronte di stabilità nazionale e crescita in Puglia e Sardegna, entrambe sopra il +13% per gli stranieri contro il +5,1% siciliano.

Soggiorni più brevi, filiera in crescita

Un altro dato critico riguarda la durata media dei soggiorni, scesa a 3,1 notti per effetto della flessione italiana, al di sotto della media nazionale ferma a 3,4. I turisti italiani in Sicilia si fermano ora meno di tre notti, un indicatore che pesa sulla capacità di spesa dell’intero indotto.

Sul fronte strutturale, però, il settore mostra una tenuta solida: il turismo rappresenta il 4,2% dell’economia siciliana e il 4,8% della filiera turistica nazionale, con una crescita dei fatturati tra il 2019 e il 2025 superiore alla media italiana. Un risultato ottenuto nonostante l’assenza di grandi gruppi imprenditoriali e la scarsità di aziende di medie dimensioni, con la filiera che coinvolge trasporti, ristorazione, cultura, natura e commercio.

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