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Migranti, l’arcivescovo di Palermo difende i naufraghi e finisce nel mirino dei social

di Redazione -





L’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, è finito al centro di una dura polemica sui social dopo aver preso pubblicamente posizione a favore dei migranti, in seguito alle notizie su centinaia di possibili vittime in mare legate al passaggio del ciclone Harry. Le sue parole, pronunciate durante un momento di preghiera, hanno scatenato reazioni aggressive online, ma anche una vasta ondata di solidarietà da parte di esponenti politici e sindacali dell’area progressista.

Le parole dell’arcivescovo di Palermo sui migranti morti in mare

L’episodio risale a pochi giorni fa, quando Lorefice ha partecipato a una veglia di preghiera per le vittime delle traversate nel Mediterraneo, promossa dalla ong Mediterranea Saving Humans. In quell’occasione, l’arcivescovo ha parlato di un mare “ancora ferito e sconvolto” dall’ennesima tragedia consumatasi, a suo dire, nel silenzio provocato da precise decisioni politiche. Un intervento forte, che ha richiamato la responsabilità di governi e istituzioni di fronte a una strage che continua a ripetersi.

Gli attacchi sui social e le critiche alla Chiesa

Dopo la diffusione delle sue dichiarazioni, sui social network sono comparsi numerosi commenti offensivi. Alcuni utenti hanno accusato i sacerdoti di “fare politica”, mentre altri hanno espresso giudizi pesantemente denigratori nei confronti della Chiesa. Non sono mancati attacchi personali che hanno tirato in ballo anche Papa Francesco, sostenendo che Lorefice occuperebbe il suo ruolo per presunte affinità ideologiche. Commenti che hanno alimentato un clima di forte tensione e polarizzazione.

La solidarietà dal mondo politico e sindacale

Alle offese rivolte all’arcivescovo ha risposto una rete di solidarietà. Il deputato del Partito Democratico Peppe Provenzano ha difeso Lorefice, definendo le sue parole un richiamo autentico all’umanità e una denuncia dell’indifferenza politica verso i naufraghi. Anche esponenti di Rifondazione Comunista a Palermo hanno condannato gli insulti, parlando di un linguaggio carico di odio che riflette una visione del Paese fondata sulla sopraffazione. Sulla stessa linea il segretario della CGIL Palermo, Mario Ridulfo, secondo cui il richiamo alla responsabilità del soccorso viene troppo spesso trasformato in bersaglio di attacchi verbali.