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Cronaca

Il Capodanno della paura in Sicilia: feriti per i botti

di Vincenzo Migliore -





Il nuovo anno si apre con un bilancio pesante sul fronte della sicurezza. Tra Palermo, Messina, Catania e il Ragusano, la notte di Capodanno ha lasciato dietro di sé feriti, mutilazioni e danni a luoghi simbolo, componendo un mosaico inquietante di violenza e incoscienza.

A Palermo, nel quartiere Zen, una donna di 34 anni – residente in Svizzera e rientrata in città per le festività – è rimasta ferita da un colpo d’arma da fuoco esploso in strada, in via Rocky Marciano. Il proiettile ha mandato in frantumi una finestra e l’ha raggiunta al collo mentre si trovava in casa con amici e parenti. Trasportata all’ospedale Villa Sofia, è stata medicata e dimessa. Tornata nella propria abitazione, ha trovato altri vetri infranti, segno di ulteriori spari. Il commissariato San Lorenzo indaga anche su colpi di fucile esplosi contro auto e cassonetti.

Sempre a Palermo, sono sette i feriti causati dai botti. Al Policlinico Paolo Giaccone, tra pronto soccorso e chirurgia plastica, quattro uomini sono stati curati per traumi da scoppio: tre per petardi e uno per un colpo di pistola. Tutti hanno riportato lesioni alle mani; tre hanno perso parti di falangi e sono stati ricoverati. Altri tre feriti sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale Civico, uno con lesioni alle dita.

Nel corso della notte, un petardo ha distrutto la finestra della sacrestia della chiesa di Sant’Antonino, nei pressi della stazione centrale. «Il boato si è sentito in chiesa – raccontano i frati – dove un centinaio di fedeli partecipavano alla messa di ringraziamento di fine anno. Tanto spavento, ma anche rabbia per gesti stupidi che provocano danni e incutono timore». I religiosi denunciano anche il degrado dell’area: marciapiedi dissestati e illuminazione pubblica spesso spenta. Sempre a causa dei petardi, ha preso fuoco una palma nella piazza del Borgo Vecchio.

A Catania il bilancio è di tre medicati, nessuno ricoverato. Il caso più serio riguarda un 25enne con ustioni di secondo e terzo grado al volto e alla mano sinistra. Un 69enne ha subito l’amputazione parziale di un dito, mentre un minorenne è finito al pronto soccorso. La polizia ha sequestrato oltre 500 chili di fuochi d’artificio trasportati nel bagagliaio di tre auto: i conducenti, tre fratelli di Messina, hanno tentato la fuga prima di essere bloccati e denunciati.

Proprio a Messina si registra uno degli episodi più gravi: quattro feriti, tra cui un 37enne ricoverato al Policlinico con l’amputazione di due dita. Meno gravi le condizioni degli altri tre: una donna con prognosi di sette giorni e due uomini con prognosi di 15 e 20 giorni.

Nel Ragusano, a Modica, un uomo di 60 anni è rimasto ferito mentre tentava di accendere alcuni fuochi d’artificio. A Licata, un 23enne ha riportato gravi lesioni a entrambe le mani per l’esplosione di un petardo: trasferito d’urgenza all’ospedale Civico di Palermo, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La prognosi resta riservata, ma non è in pericolo di vita.

Un Capodanno che, ancora una volta, lascia sul campo ferite fisiche e una domanda che ritorna puntuale: quanto siamo disposti a tollerare l’idea che la festa si trasformi, ogni anno, in un bollettino di guerra?