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Cronaca

Da Pozzallo a Malta, la rotta della cannabis: a processo un gambiano

di Vincenzo Migliore -





Una spedizione di droga partita dalla Sicilia e sbarcata a Malta, un intreccio di nomi, nazionalità e rotte marine che ricorda le trame più note del traffico internazionale di stupefacenti. È quanto emerge dal processo in corso contro Omar Bah, 40 anni, originario del Gambia e residente a Sliema, accusato di possesso di cannabis e detenzione ai fini di spaccio.

La vicenda risale al dicembre del 2014, quando la polizia maltese, nell’ambito di un’operazione antidroga, intercettò un carico sospetto proveniente dalla Sicilia. A bordo di un catamarano diretto a Malta da Pozzallo viaggiava Sampson Twene, ghanese di 20 anni residente in Sicilia, nel cui bagaglio gli agenti trovarono circa un chilo di resina di cannabis.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Twene avrebbe dovuto consegnare la droga a Bah, che lo attendeva a Sliema. La polizia organizzò così una consegna controllata nei pressi della Fortizza, dove il giovane ghanese passò la sostanza a Bah in cambio di 500 euro. L’operazione portò all’arresto immediato del gambiano.

Le analisi forensi accertarono che la cannabis, dal peso effettivo di 801 grammi, aveva una percentuale di purezza del 7,2% e un valore di mercato superiore ai 25 mila euro.

Davanti al tribunale penale maltese, Bah si è dichiarato non colpevole, sostenendo di aver acquistato soltanto una piccola quantità per uso personale. Diversa la sorte del suo presunto complice: Twene ha ammesso il proprio coinvolgimento, patteggiando nel marzo 2016 una condanna a cinque anni di reclusione, una multa di 12 mila euro e la successiva espulsione dall’isola.

Un episodio che, pur risalente nel tempo, continua a gettare luce su un asse del narcotraffico minore ma costante tra la costa ragusana e Malta, dove le rotte del turismo e quelle del contrabbando spesso si confondono nel medesimo tratto di mare.