Leggi:

Ambiente

Tari: la differenziata è la stessa ma la bolletta aumenta. Catania fa record

di Andrea Scarso -





Il report rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia fotografa una doppia anomalia: la tassa sui rifiuti cresce, la raccolta differenziata quasi non si muove. A livello regionale la differenziata si attesta al 55,51%, con un incremento di appena 0,31% rispetto al 2024. La media nazionale è del 66,6%. In Sicilia ci arrivano solo Trapani (77,03%) e Ragusa (68,74%). Si avvicinano Caltanissetta (66,44%), Enna (66,34%) e Messina (65,65%).

A Palermo il dato è tra i peggiori: la raccolta differenziata è ferma al 17,34% (+0,49%), in provincia al 36,90% (+0,19%). In provincia di Catania è addirittura diminuita (-0,37%).

Catania la più cara, Siracusa l’unica a scendere

Sul fronte Tari, il capoluogo etneo registra i valori più alti della regione. Per una famiglia di tre persone in un appartamento da 100 metri quadrati la tassa ammonta a 602,28 euro, in crescita dell’1,1% rispetto al 2024 e del 77% in più rispetto alla media nazionale di 340 euro. Per un single in 60 metri quadri, sempre a Catania, si arriva a 364,56 euro –più di quanto paghi una famiglia di tre persone a Messina o a Caltanissetta.

L’unica provincia in cui la Tari è diminuita nel 2025 è Siracusa, e di appena lo 0,4%.

Federconsumatori: coincidenza sospetta con il ritorno degli inceneritori

“Negli anni scorsi la Sicilia aveva fatto progressi –ha dichiarato il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa– ma adesso sembra essersi fermata”. La Rosa ha sottolineato come la frenata coincida con il ritorno del progetto inceneritori: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

A inizio 2025 Federconsumatori aveva già anticipato che la Sicilia avrebbe mancato gli obiettivi europei sulla raccolta, il riutilizzo e il riciclo dei materiali entrati in vigore lo scorso anno.