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Agrigento

Sciacca, dopo 11 anni riapre il cantiere del viadotto Cansalamone

di Vincenzo Migliore -





Dopo oltre un decennio di attesa, a Sciacca si riaccendono i riflettori su una delle opere più discusse dell’Agrigentino: il viadotto Cansalamone, chiuso dal 2014 e simbolo di una burocrazia lenta e di una gestione infrastrutturale che, per troppo tempo, ha condannato interi territori all’isolamento.

A commentare la riapertura del cantiere è Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, che definisce l’evento “un passo concreto verso la normalità, ma anche la fotografia di un ritardo inaccettabile”.

“Dopo quasi undici anni di attesa – afferma Catanzaro – si mette finalmente mano a un’opera fondamentale per Sciacca e il suo comprensorio. La chiusura prolungata del viadotto è stata un vero paradosso: disagi enormi per i cittadini, danni al tessuto economico e al turismo, difficoltà quotidiane per chi doveva semplicemente spostarsi da una parte all’altra della città”.

Il viadotto, che collega aree strategiche della città con la costa, è rimasto inutilizzabile per anni a causa di contenziosi, perizie e interminabili procedure tecniche, costringendo i residenti a percorsi alternativi tortuosi e a un aumento costante del traffico urbano.

“Non è accettabile – prosegue Catanzaro – che un’infrastruttura di questa rilevanza resti ferma per oltre un decennio. Non è degno di un Paese moderno. Chi governa non può definire ‘corsia veloce’ un’opera che arriva con oltre dieci anni di ritardo. Oggi salutiamo l’apertura del cantiere come un segnale positivo, ma resta l’amarezza per una vicenda che ha messo in ginocchio la mobilità e lo sviluppo economico della città”.

Il capogruppo dem sottolinea come la vicenda del viadotto Cansalamone debba trasformarsi in un monito per l’intera Sicilia: “La gestione delle infrastrutture non può più permettersi tempi infiniti. Ogni anno perso non è solo un ritardo tecnico, ma un colpo inferto alla competitività, alla fiducia dei cittadini e alla credibilità delle istituzioni”.

La riapertura del cantiere, dunque, non è solo la promessa di un’opera che rinasce, ma anche l’occasione per ripensare un modello di governo del territorio che ponga al centro efficienza, rapidità e responsabilità.